Sabato 6 giugno 2026
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LIBERALIZZAZIONE TAXI. AVEVAMO SOLLEVATO PERPLESSITA' CHE SI SONO DIMOSTRATE REALTA'? CONDANNATI AL MONOPOLIO DELLE CORPORAZIONI E ALLA VIOLENZA DEI PRIVILEGIATI?

Comunicato ·

Firenze, 8 Luglio 2006. Il provvedimento del Governo sulla cosiddetta liberalizzazione del servizio taxi non lo avevamo salutato come un toccasana, ma come una tendenza interessante verso una liberalizzazione delle licenze. Una liberazione del settore dai lacci e lacciuoli delle amministrazioni comunali che, in accordo con le corporazioni dei sindacati, decidono quanto deve costare una corsa in taxi, quanto tempo dobbiamo attendere una macchina e quando dobbiamo rassegnarci di fronte a servizi inefficienti e spesso assenti.
Ma dopo il putiferio dei taxisti e' successo quanto non avremmo mai voluto? Sembra di si', anche se tutto, per il momento e' ancora aperto. Ma la tendenza e' molto chiara: niente potenziale industrializzazione del settore. La possibilita' che i Comuni possano dare piu' licenze ad un medesimo soggetto sembra sfumata. Di liberalizzazione (cioe' requisiti tecnici di un certo tipo ma senza contingentamento del numero di licenze), invece, neanche a parlarne.
Sembra proprio che la violenza paghi. Al pari del potere delle corporazioni, dei privilegiati e di coloro -i taxisti nella fattispecie- che sono come quasi tutti i lavoratori autonomi italiani, cioe' evasori fiscali e privilegiati per necessita' e per scelta.
Questo per i taxisti. Cosa ci dobbiamo aspettare nei prossimi giorni dall'ormai mitico pacchetto Bersani? E le schiere di statalisti che sembrava si fossero convertiti al liberismo e che si erano sperticati nell'elogio dei provvedimenti del Governo, dove sono finiti?

Vincenzo Donvito, presidente Aduc
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