LIBERALIZZAZIONE VENDITA FARMACI DA BANCO. RACCOLTE LE FIRME PER IL PROGETTO DI LEGGE DELLA COOP, ORA INIZIA LA FASE PIU' DIFFICILE: MOBILITARSI E PARLARNE IL PIU' POSSIBILE
Firenze, 8 Febbraio 2006. La Coop ha annunciato che domani consegnera' alla Camera 170 mila firme di cittadini che hanno sottoscritto il progetto di legge di iniziativa popolare per consentire la vendita dei farmaci da banco nei supermercati con la supervisione di un farmacista. Visto che per queste iniziative ne bastavano 50 mila e che le 170 mila firme sono state raccolte in un mese (rispetto ai sei che la legge indica), dire che c'e' molta attenzione da parte dei consumatori, e' quantomeno doveroso.
Non ne avevamo dubbi, tant'e' che siamo stati in prima linea sin dal lancio dell'iniziativa che, pur se a nostro avviso limitata (la proposta prevede il divieto di offerte del tipo 3x2 e delle vendite sottocosto e non si capisce perche' visto che queste forme di promozioni sono applicate a tanti prodotti che fanno molto piu' male di un'aspirina) e' importante per la funzione di "stura" in un contesto immobile e dominato dal potere monopolista delle farmacie.
A questo punto e' importante non credere che la questione si risolva qui. Perche' la consegna di firme e' solo un primo, e limitatissimo, passo verso il raggiungimento dell'obiettivo. Quello depositato alla Camera e' solo un progetto di legge che, a differenza di quelli di iniziativa parlamentare, ha solo il pregio di non decadere con la fine della legislatura.
Per cui se non si riesce a creare all'interno della Camera un consenso e un'attenzione da parte dei vari eletti, perche' mettano il progetto quantomeno all'ordine del giorno delle specifiche commissioni, la raccolta e la consegna delle firme sara' stata solo un'operazione di testimonianza.
Perche' cio' accada, oltre ad un attento e scrupoloso lavoro di lobby all'interno della Camera, c'e' bisogno di una particolare mobilitazione sui media, tra gli addetti ai lavori e tutti coloro che ne sono interessati. Occorre parlarne il piu' possibile, confrontarsi anche duramente, perche' la posta in gioco e' la salute dei cittadini, le tasche dei consumatori e la liberta' di mercato. Per questo rivolgiamo un appello a tutti, che' facciano la propria parte.
Vincenzo Donvito, presidente Aduc
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