LIBERALIZZAZIONE VENDITA FARMACI. IL MINISTRO STORACE NON GIOCA CON CONSUMATORI E CONTRIBUENTI
Firenze, 1 Marzo 2006. "Chiedero' al Garante Antonio Catricala' di accantonare il dossier farmaci. Sono altri i problemi di concorrenza nel nostro Paese": la promessa arriva dal ministro della Salute Francesco Storace, intervenuto all'assemblea della Federfarma. Catricala', che sostiene la necessita' di allargare la distribuzione dei farmaci anche ai supermercati, aveva inviato una segnalazione alle Camere e al Governo proprio sulla distribuzione farmaceutica, secondo cui l'attuale disciplina del settore penalizzerebbe eccessivamente la concorrenza.
Comprendiamo che la campagna elettorale fa pronunciare tutto e il contrario di tutto, ma se Storace e' ministro, lo e' anche in campagna elettorale. Cercare di prender voti dai farmacisti della Federfarma non ci sembra un motivo sufficiente per usare in questo modo discutibile della propria funzione istituzionale.
Come altro, altrimenti, si potrebbe leggere questa uscita del nostro ministro?
Se la liberalizzazione del mercato dei farmaci non e' un problema di concorrenza nel nostro Paese, visto che stiamo parlando di uno dei prodotti che per eccellenza subisce i risvolti della mancanza di un mercato e di una concorrenza, quali altri sarebbero i problemi? Questo modo di ragionare del nostro ministro e' ormai desueto: quando un politico in Italia non vuole affrontare un problema o lo vuole sminuire (qualunque siano i motivi), ecco che viene fuori con la fatidica frase "il problema e' un altro", ed e' quindi giustificato -dall'alto della sua presunta capacita' di andare al cuore delle questioni...- il motivo per cui quello specifico problema non viene affrontato.
La realta', a nostro avviso, e' un'altra.
Oggi Storace si e' ritrovato all'assemblea di Federfarma e il non problema sono stati i farmaci, domani si ritrovera' all'assemblea, per esempio, degli azionisti di Enel , e ci dira' che il monopolio e la politica multiutility di questa societa' non e' il problema della nostra energia e delle nostre telecomunicazioni; se poi lo Storace di turno si ritrovera' all'assemblea dei petrolieri, ci dira' che il fatto che l'AgipIp controlla il 50% del mercato di distribuzione dei carburanti non e' un problema che determina l'alto prezzo delle benzine.... insomma crediamo di esserci spiegati.
L'importante, per noi che acquistiamo e consumiamo, e' fare attenzione (e questo vale anche per i farmacisti della Federfarma) che quanto viene detto sono parole al vento per cercare di indirizzare lo stesso verso la propria parte.
Altra roba gli interessi dei consumatori e degli amministrati: i primi che continuano a pagare cifre astronomiche in farmacia per acquistare prodotti che potrebbero costare anche un decimo, i secondi che continua a pagare tasse alte perche' la sanita' continui a pagare altrettanti prezzi alti per il giovamento di produttori di farmaci che -nelle speranze dei ministri perche' possano essere in futuro ancora tali- contribuiscano al mantenimento dello status quo.
Vincenzo Donvito, presidente Aduc
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