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LIBERTA' ECONOMICA. ITALIA ALLA PARI CON TRINIDAD E TOBAGO

Comunicato ·

Roma, 4 Gennaio 2006. Sempre peggio. Nella classifica mondiale delle liberta' economiche l'Italia arretra (dal 26esimo al 42esimo posto) e si posiziona sullo stesso livello di Trinidad e Tobago, la nota repubblica caraibica. La graduatoria e' stata stilata dalla Heritage Foundation e dal Wall Street Journal, i quali redigono l'"Index of Economic Freedom", che analizza 157 Paesi in tutto il mondo in base ad una serie di indicatori economici. I primi tre sono Hong Kong, Singapore e l'Irlanda, gli ultimi il Nord Corea, l'Iran e Burma (Myanmar). La Heritage Foundation definisce esigui i tagli fiscali del Governo Berlusconi e biasima la rigidita' del mercato del lavoro, il deficit pensionistico e il peso della burocrazia. E' la fotografia di un Paese ingessato. Il Governo si e' tenuto ben stretto tutto quello che poteva, non favorendo la concorrenza in alcun ambito. Ecco alcuni esempi.
* risparmio: la presenza di banche estere e' possibile solo con la museruola, si' da avere conti bancari che costano il doppio della media dei Paesi Ocse (denuncia della stessa Ocse);
* trasporti: aumenti tariffe ferroviarie, costi della Tav alle stelle e dilapidazione degli utili Fs per inutili campagne pubblicitarie;
* banda larga: il monopolio di Telecomitalia sull'ultimo miglio fiacca e limita la concorrenza, ed eroga servizi a costi doppi rispetto agli Paesi Ue;
* costi dei carburanti : il 50% circa del mercato distributivo controllato dall'Eni, che si fa controllore e controllato;
* servizi energetici: quando non sono gestiti dall'Enel lo sono da altre societa' a capitale pubblico, applicano tariffe tra le piu' alte in Europa.

Insomma siamo messi male.
Primo Mastrantoni, segretario Aduc.
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