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MANIFESTAZIONE ROMA 4 GIUGNO E SICUREZZA DELLA CITTA'. L'ESEMPIO DI FIRENZE BLINDATA FACCIA SCUOLA
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Comunicato 
28 maggio 2004 0:00
 

Firenze, 28 maggio 2004. Cresce giustamente la preoccupazione per quello che potrebbe succedere a Roma durante la manifestazione del 4 giugno contro la politica del presidente Usa George W.Bush, con quest'ultimo che incontra le nostre autorita'. Tutti, ovviamente, rassicurano che faranno il possibile, e anche oltre, per evitare disordini e disagi. E sicuramente le forze dell'ordine e gli organizzatori ci tengono che cosi' sia. Ma nel 2004, quando le cosiddette regole della guerra non esistono (per chi e' convinto di essere in guerra e si muove di conseguenza), e' molto difficile che consumatori e cittadini, subendone gli effetti al di la' della condivisione delle motivazioni della manifestazione, ne escano indenni. Manifestare per le proprie idee e subire le conseguenze di queste manifestazioni, attivi o passivi che si sia in merito, fa parte del diritto e del gioco democratico. Per cui ci sembra giusto che ognuno sappia e si comporti di conseguenza.
Noi, avendo la nostra sede nazionale nel centro della citta' di Firenze, abbiamo vissuto e subìto la grande manifestazione che, nel novembre 2002, in occasione dell'European Social Forum mobilito' non poche persone.
La citta' ne usci' indenne per un senso di responsabilita' diffusa che, volenti o nolenti, coinvolse tutti.
Ovviamente grazie ad una responsabilita' e discrezione delle forze dell'ordine, ma di non poco conto furono tre elementi: 1) un massiccio e preparato servizio d'ordine curato dal sindacato Cgil, 2) la blindatura di oltre il 90% degli esercizi commerciali lungo il percorso, nelle strade adiacenti e non solo, e 3) gli abitanti della citta' che, tranne coloro che partecipavano alla manifestazione, evitarono qualunque attivita' che li potesse portare in zona-corteo.
Particolarmente curata fu la blindatura degli esercizi commerciali, con alcuni tipo McDonald's, "teoricamente" piu' soggetti ad attacchi, che fecero anche sparire qualunque tipo di insegna, per cui l'ubicazione era conosciuta solo a chi lo sapeva in precedenza.
Ci rendiamo conto che l'esempio che portiamo non e' confortante dal punto di vista estetico, civile e civico, ma e' la conseguenza dell'attuale momento di civilta' che stiamo vivendo, e che -negarlo sarebbe fare come gli struzzi che mettono la testa sotto terra- ha buone possibilita' di manifestarsi anche a Roma il prossimo 4 giugno.
Vincenzo Donvito, presidente Aduc
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