METROPARK ALLA STAZIONE TERMINI. URINA, RIFIUTI E ROM
Roma, 22 Agosto 2004. La puzza di urina da' il voltastomaco, la vista dei rifiuti (bottiglie, scarpe, stracci, giornali, ecc) ripugna ma devi pagare, due volte. Stiamo parlando del parcheggio per auto della stazione Termini (Roma) gestito dalla Metropark, societa' del gruppo Ferrovie dello Stato. Una famiglia di rom-romeni ha sostituito i polacchi ubriaconi e ne ha fatto un centro di sosta e di sopravvivenza. Infatti, oltre a pagare il prezzo del parcheggio, dai rom viene chiesto una "sovrapprezzo" che e' giustificato, al ritorno, con un sorriso e una dichiarazione: hai visto che la macchina non ha un graffio? La Metropark si dichiara incompetente e impotente perche', come sta scritto nel biglietto "non risponde dei danni o furti subiti dalle autovetture in sosta" e perche' ha gia' segnalato il tutto alle "competenti autorita'". Peccato, perche' proprio nel sito della societa' si legge che Metropark "offre ai propri clienti sicurezza e qualita' di servizio". E' probabile che chi scrive nel sito e chi stila i biglietti soffra di schizofrenia. Basterebbe infatti che un agente della polizia privata, pagata dal Metropark e quindi da noi cittadini visto che le Ferrovie dello Stato sono pubbliche, stazionasse nell'area per evitare "sovrapprezzi" e che il box fosse situato dentro il parcheggio per aumentare la sorveglianza e segnalare i disservizi o, piu' semplicemente, che il personale che staziona nel box sia sostituito da casse automatiche e destinato alla sorveglianza dell'area. Dovrebbe essere semplice ma, dicono i bene informati, che anche alla Metropark ci sia un U.C.A.S (ufficio complicazioni affari semplici). Intanto il cittadino paga, due volte.
Primo Mastrantoni, segretario Aduc
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