testata ADUC
MI AUTODENUNCIO: HO FATTO LA PIPI' IN UN ANGOLO ALL'APERTO DELLA STAZIONE FERROVIARIA DI BARI. COME E PERCHE'
Scarica e stampa il PDF
Comunicato 
29 giugno 2003 0:00
 

Firenze, 29 Giugno 2003. Mi autodenuncio perche' le autorita' prendano i necessari provvedimenti contro il mio atto incivile, che ha consentito di insudiciare un luogo di pubblica utilita'. Nella fattispecie la stazione ferroviaria di Bari centrale.
Ma come ho fatto, proprio io, che mi impegno quotidianamente per la difesa dei dritti degli utenti e consumatori, nel rispetto della legalita' e denunciando piu' volte quelle autorita' che della violazione di questa legalita' ne fanno un motivo conduttore, con pessimo esempio e conseguenti risultati? L'ho fatto, e proprio perche' ho questo senso civico e civile, oltre alla rabbia di un utente che non ha potuto godere di cio' per cui pagava, sono qui che mi autodenuncio.
Vediamo i fatti. Sabato pomeriggio 28 giugno, ore 14,40 arrivo con un treno da Roma alla stazione ferroviaria di Bari Centrale. Il clima e la calura di questi giorni sono argomento di quotidianita' per ognuno, e tutti siamo un po' su di giri. In questa stazione dovevo sostare per oltre 1 ora per attendere una coincidenza, e mi sono recato alla sala d'attesa. Chiusa: senza nessun cartello che ne spiegasse i motivi o desse qualche indicazione alternativa: ferrovieri in transito interpellati, hanno solo alzato le braccia. L'alternativa era rappresentata da alcune panchine all'aperto, poche e stracolme di persone tutte in condizioni di sovraccaloramento. Allora vado al bar, dove almeno c'era l'aria condizionata, e dopo aver pagato 0,70 euro per un bicchiere d'acqua minerale in piedi al banco, poi pago 1,50 euro per un cornetto gelato confezionato che in tutti i bar si trova a 1 euro, e mi siedo al tavolino per aspettare il mio tempo in mancanza di una sala d'attesa. Sento il bisogno di fare la pipi' e vedo un cartello che indica la toilette, scendo le scale e un signore, dandomi del tu, mi chiede 0,30 euro; gli chiedo se e' cosi' per tutti i tipi di bisogni: risposta affermativa; vado nella toilette e tutte le porte sono senza chiavi e senza carta igienica; chiedo lumi e mi dicono che e' cosi: non ho fatto la pipi'. Non mi piace essere preso per il collo. Esco dal bar, la calura era quella delle 15,15 di un sabato di fine giugno del 2003, la scritta "wc" in fondo al primo binario, mi indica dove andare: dopo una lunga camminata arrivo e un cartello indica che per accedere alla toilette, per qualunque servizio, occorre pagare 0,60 euro. Leggo questo cartello mentre non sono pochi gli utenti molto arrabbiati che stigmatizzano quell'assurdo balzello del servizio ufficiale della stazione Fs. Come gia' detto non amo essere preso per il collo. Penso che potrei salire su un treno in attesa, ma e' ben noto il cartello che ci ricorda di non usare la toilette durante le fermate nella stazione. Mi sono sentito italiano medio, e forte della mia condizione di maschio per la bisogna, anche abbastanza adirato, non ho fatigato a trovare un classico angoletto in cui lasciare il mio ricordino a mo' di cane.
Non ne sono pentito, ma so di aver commesso un atto poco civico, e per questo mi autodenuncio, aspettando le reazioni dell'autorita' e, soprattutto, di chi avrebbe dovuto garantire un minimo di servizio gratuito, oltre a quello a pagamento.
Vincenzo Donvito, presidente Aduc
Pubblicato in:
 
 
COMUNICATI IN EVIDENZA
 
ADUC - Associazione per i Diritti degli Utenti e Consumatori