Venerdì 5 giugno 2026
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LA MIGLIORE VENTILAZIONE PER GLI UFFICI? APRIRE LE FINESTRE...

Comunicato ·

COME FARNE TESORO ANCHE PER EVITARE INUTILI CONSUMI ENERGETICI E RISCHI DI TRACOLLO

Firenze, 27 Dicembre 2003. Uno studio del Massachusetts Institute of Technology e della Cambridge University (costato 3,5 milioni di euro) sulla ventilazione degli uffici, e' giunto ad una soluzione radicale: aprire le finestre, cosi' si risparmiera' energia per il riscaldamento e la refrigerazione degli edifici. La cosa migliore, quindi, e' usare la ventilazione naturale, che potrebbe portare ad un risparmio energetico di un terzo, anche se questo sistema fosse utilizzato sono nelle stagioni intermedie, come primavera e autunno. La ventilazione naturale porta piu' di 40 litri di aria fresca a persona per ogni secondo, rispetto agli 8/15 litri in un ambiente con l'aria condizionata. Fin qui la ricerca con l'apparente banale soluzione.
Che ci deve far fare piu' che un pensierino, in quanto, dopo l'esperienza torrida della scorsa estate e relativi picchi di consumo energetico fino al black-out e le interruzioni programmate, e' una cosa che ci riguardera' sempre piu'. Tant'e' che i climatologi con sempre piu' precisione prevedono situazioni anche peggiori rispetto alla scorsa estate. E visto che la maggiorparte dei nostri uffici, e case, non sono ancora attrezzati con l'aria condizionata cosi' come avviene, per esempio, negli Usa, non possiamo credere che la sola risposta per la nostra vivibilita' sia l'acquisto di un condizionatore. Ricordiamo tutti l'esplosione del mercato della scorsa estate, nonche' la sua irrazionalita' ambientale e strutturale dal punto di vista degli edifici, con soluzioni che spesso non erano tali, ma solo un aggravio economico inutile. Per cui, siccome i tempi ci sono e il clima della prossima estate sara' torrido, per non gridare aiuto solo all'ultimo minuto, sara' bene che, sia privati che pubblici, in considerazione di questo studio del Mit e della Cambridge University, prendano in considerazione le opportune modifiche ai propri ambienti.
Non solo, ma auspichiamo che il Governo -in particolare il ministero delle Attivita' Produttive e dell'Ambiente a cui abbiamo girato questa nostra nota- facciano tesoro di questo studio e trovino in brevissimo tempo le soluzioni e gli incentivi per la sua verifica e applicazione.
Vincenzo Donvito, presidente Aduc
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