MINIASSEGNI DA UN EURO, BANCONOTE DA UN EURO
MONETA DA 1 CENTESIMO DA ELIMINARE. TRAPPOLE PER ALLOCCHI
Roma, 11 febbraio 2003. 30 miliardi di lire persi dai consumatori: e' il valore dei miniassegni stampati dalle banche negli anni '70 e mai incassati. Ricordiamo la storia per coloro che all'epoca non erano ancora nati o che hanno perso la memoria -dichiara Primo Mastrantoni, segretario dell'Aduc. Per sopperire alla mancanza di moneta le banche emisero dei miniassegni circolari, da 50 a 350 lire, per un valore di 200 miliardi di lire. Il 15% di questi miniassegni, per un valore di 30 miliardi, non fu mai incassato, vale a dire che le banche a fronte di un'emissione pari a 200 miliardi ne pagarono 170. I motivi sono diversi, facile deperibilita' della carta, perdita, dimenticanza, ecc, ma fu un bell'affare e si capisce perche' alcuni istituti di credito sono interessati oggi ad emettere miniassegni da un o due euro: si ripeterebbe l'affare degli anni '70. C'e', in ogni modo, chi sponsorizza l'operazione come la Confcommercio, preoccupata dalla diminuzione dei consumi e quindi dei propri incassi. Con i miniassegni, i consumatori avrebbero un maggior senso del valore dell'euro, dicono. Bastava non aumentare i prezzi rispondiamo noi, ma l'operazione nasconde altri aspetti che si configurano come una vera presa in giro per i consumatori, considerati alla stregua di allocchi: come si fa a distrarre il bambino dalle proprie occupazioni? Si agita un giocattolo! Bene, i giocattoli sono i miniassegni e le banconote da un euro, queste ultime promosse dal nostro ministro all'Economia. Diminuisce l'inflazione se si stampano banconote da 1 o 2 euro? Certo che no, anzi occorre aggiungere ulteriori costi per la stampa e il ricambio biennale delle banconote, ricorda il vicedirettore della Banca d'Italia, Antonio Finocchiaro. Anche l'eliminazione degli spiccioli, cioe' delle monete da uno o due centesimi fa parte della commedia: abolirli non farebbe che far lievitare i prezzi verso l'alto a causa degli arrotondamenti, com'e' gia' successo in Finlandia. Chi ne propone l'abolizione? I commercianti!
Roma, 11 febbraio 2003. 30 miliardi di lire persi dai consumatori: e' il valore dei miniassegni stampati dalle banche negli anni '70 e mai incassati. Ricordiamo la storia per coloro che all'epoca non erano ancora nati o che hanno perso la memoria -dichiara Primo Mastrantoni, segretario dell'Aduc. Per sopperire alla mancanza di moneta le banche emisero dei miniassegni circolari, da 50 a 350 lire, per un valore di 200 miliardi di lire. Il 15% di questi miniassegni, per un valore di 30 miliardi, non fu mai incassato, vale a dire che le banche a fronte di un'emissione pari a 200 miliardi ne pagarono 170. I motivi sono diversi, facile deperibilita' della carta, perdita, dimenticanza, ecc, ma fu un bell'affare e si capisce perche' alcuni istituti di credito sono interessati oggi ad emettere miniassegni da un o due euro: si ripeterebbe l'affare degli anni '70. C'e', in ogni modo, chi sponsorizza l'operazione come la Confcommercio, preoccupata dalla diminuzione dei consumi e quindi dei propri incassi. Con i miniassegni, i consumatori avrebbero un maggior senso del valore dell'euro, dicono. Bastava non aumentare i prezzi rispondiamo noi, ma l'operazione nasconde altri aspetti che si configurano come una vera presa in giro per i consumatori, considerati alla stregua di allocchi: come si fa a distrarre il bambino dalle proprie occupazioni? Si agita un giocattolo! Bene, i giocattoli sono i miniassegni e le banconote da un euro, queste ultime promosse dal nostro ministro all'Economia. Diminuisce l'inflazione se si stampano banconote da 1 o 2 euro? Certo che no, anzi occorre aggiungere ulteriori costi per la stampa e il ricambio biennale delle banconote, ricorda il vicedirettore della Banca d'Italia, Antonio Finocchiaro. Anche l'eliminazione degli spiccioli, cioe' delle monete da uno o due centesimi fa parte della commedia: abolirli non farebbe che far lievitare i prezzi verso l'alto a causa degli arrotondamenti, com'e' gia' successo in Finlandia. Chi ne propone l'abolizione? I commercianti!
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