MONOPOLIO FS: ETERNO E FURBETTO. E LA QUALITA' RIMANE AL PALO
Firenze, 21 Agosto 2003. L'Antitrust ha segnalato al presidente del Consiglio, ai presidenti di Camera e Senato, nonche' ai ministri dell'Economia e dei Trasporti che il gruppo Fs, nonostante l'accettazione del principio di separazione tra gestione delle infrastrutture e servizi di trasporto, continua a configurarsi come un'unica entita' economica, e la societa' holding Fs risulta ancora in grado di condizionare le politiche di impresa delle societa' appartenenti al medesimo gruppo. La normativa Ue, che vuole per l'appunto questa separazione, secondo l'Antitrust sarebbe violata con l'affidamento a Trenitalia dei terminali merci.
Per quanto ci riguarda una conferma che le politiche delle scatole cinesi nei cosiddetti ex-monopoli non premia verso la liberalizzazione, ma serve solo a cercare di intricare di piu' l'assetto generale, dando l'impressione di una frammentazione proprietaria, ma -proprio in virtu' dello stesso proprietario con piu' cappelli- si risolve de facto in una versione moderna del monopolio.
Sono due le aziende di Stato specializzate in questo gioco, Fs ed Enel. E infatti i settori energetico e trasporto su rotaia sono quelli che, nel piu' generale mercato, non conoscono le parole concorrenza e competitivita', e di conseguenza sono carenti di qualita' e i prezzi dei loro servizi sono cari (Enel) o totalmente inadeguati alla qualita' degli stessi (Fs).
Ora si trattera' di capire cosa questa segnalazione dell'Antitrust a Parlamento e Governo possa portare di conseguenza. Non sarebbe la prima volta che l'Autorita' del professor Giuseppe Tesauro si rivolga ad orecchie che non ascoltano o fanno finta di ascoltare. Ma e' bene sottolineare che, quand'anche queste orecchie non fossero sorde, e si ripristinasse il gioco delle scatole cinesi, poco cambiera'. Perche' il mercato e la liberalizzazione non ci potranno mai essere quando chi fa le regole -lo Stato- in qualche modo (per maggioranza azionaria o grazie al potere di golden share) e' lo stesso che deve rispettarle.
Vincenzo Donvito, presidente Aduc
ADUC è indipendente
Nessun finanziamento pubblico né pubblicità. Solo le donazioni ci rendono liberi.
Sostienici →
Potrebbe interessarti