Giovedì 4 giugno 2026
Menu

MUCCA PAZZA ED ETICHETTA, AVIARIA ED ETICHETTA. A QUANDO L'ETICHETTA PER I SUINI?

Comunicato ·

Roma, 20 settembre 2005. C'e' voluta la mucca pazza per imporre l'etichettatura alle carni bovine che consentisse di capirne la provenienza. Oggi c'e' l'allarme influenza aviaria asiatica (66 morti negli ultimi 20 mesi) per imporre l'etichettatura alle carni bianche. A quando quella per i suini? Dovra' scoppiare una nuova epidemia per indurre i ministri e i commissari europei ad imporre l'etichettatura delle carni suine? Vedremo ancora spot ed inserzioni pubblicitarie (a spese del contribuente) rassicuranti sulla bonta' delle carni suine italiane, quando scoppiera' l'ennesimo scandalo (come e' successo per quelle bovine e avicole)? Aspetteremo un crollo dei nostri prodotti tipici (prosciutti, salami, ecc.) per prendere provvedimenti? Prenoteremo rimedi immunologici per far fronte all'evenienza? La questione in termini di impiego e' molto importante perche' il consumo di carni suine, nelle varie forme, e' ai primi posti. Qui di seguito uno schema riassuntivo relativo alle percentuali delle carni consumate in Italia nel 2004.

1. carni bovine 32%;
2. salumi 31%;
3. carni suine 11%;
4. carni avicole 14%.

Se consideriamo che la stragrande maggioranza dei salumi e' di origine suina (90%) (prosciutto crudo e cotto, mortadella, salame, wurstel e altre tipologie), il consumo di carne suina arriva al 39%. Quindi:
La percentuale di consumo della carne suina rispetto al totale delle carni e' del 39%.
Insomma il problema c'e' tutto. Speriamo che se ne accorgano i nostri governanti.
Primo Mastrantoni, segretario Aduc.
ADUC è indipendente
Nessun finanziamento pubblico né pubblicità. Solo le donazioni ci rendono liberi.
Sostienici →