MULTE PER IL PASSAGGIO COL ROSSO: SONO ANNULLABILI SE EMESSE PRIMA DELLO SCORSO 18 MARZO. LA PATETICA DIFESA E L'ARROGANTE ATTACCO DELL'ANCI
Firenze, 22 maggio 2004. Lo scorso 18 marzo il ministero degli Interni ha emesso il decreto di riomologazione dei rilevatori automatici con foto ai semafori, in ottemperanza a quanto stabilito dalla nuova riforma del CdS entrata in vigore ad agosto dell'anno scorso.
Questo significa che, chi ha avuto la notifica a casa per questo tipo di infrazione, perche' sul momento non c'erano vigili accertatori, se fa ricorso dovrebbe ottenere l'annullamento della multa, almeno cosi' sostengono al ministero degli Interni ... e la voce e' alquanto autorevole.
Questo non e' piaciuto all'Anci (l'associazione dei Comuni di cui e' presidente il Sindaco di Firenze, Leonardo Domenici). Non stupisce, ma purtroppo conferma la funzione e l'uso del Codice della strada da parte dei Comuni come strumento quasi esclusivo per fare cassa piuttosto che disciplinare il traffico ed educare gli utenti al rispetto delle norme. E l'Anci si e' buttata in una difesa delle multe elevate in difformita' a quanto rilevato dal ministero, non con argomentazioni giuridiche o tecniche, ma spiccatamente politiche. Nel tradizionale linguaggio politichese e arrogante di chi domanda conferma del suo fare e disfare della legge a dispregio della stessa e, soprattutto degli amministrati. A parte il fatto che l'Anci ha confuso i rilevatori automatici con foto con l'autovelox, che e' si' un rilevatore con foto, ma non quello su cui e' intervenuto il ministero (il che la dice lunga sul terrore dei Sindaci per un mancato introito programmato in budget rispetto al tasso di delinquenza dei propri amministrati), quando si contrappone alla precisione tecnica cose del tipo: l'efficacia delle nuove norme del codice della strada potrebbe essere "vanificata da indirizzi e prese di posizione non univoche" o addirittura "non conformi" alla volonta' del legislatore, auspicando "un confronto serio e proficuo, secondo il modello di una moderna governance", o si e' in mala fede o non si hanno le nozioni minime di governo e amministrazione. Perche', in questo ultimo caso, si dovrebbe sapere che compito di un'amministrazione, specialmente a fronte di una precisa interpretazione da parte di un'autorita' superiore come il ministero degli Interni, non e' quello di interpretare una norma o una legge, ma di applicarla; soprattutto se questo dovesse stridere con i propri piani finanziari. Perche', mentre questi ultimi possono sempre essere modificati, la violazione della norma piegandola esclusivamente ai propri interessi (pur se presentati come pubblici), lascia un segno terribile: il diritto e' tale solo per chi fa la voce piu' grossa e per chi ha il potere per farlo valere, anche in modo arrogante. Che, a nostro avviso, e' la morte del diritto: di fronte alla quale ogni richiesta di un'amministrazione verso i suoi amministrati non potra' che essere -giustificatamente- cercata di essere elusa.
Vincenzo Donvito, presidente Aduc
ADUC è indipendente
Nessun finanziamento pubblico né pubblicità. Solo le donazioni ci rendono liberi.
Sostienici →
Potrebbe interessarti