OLIO DI OLIVA COME FARMACO? TUTTI LO SANNO, GLI USA LO SANCISCONO, MA L'UE E L'ITALIA FANNO FINTA DI NULLA PERCHE' I FARMACI SONO PROPRIETA' DELLE FARMACIE
Firenze, 3 Novembre 2004. L'Agenzia Usa Fda (Food and drug administration) ha autorizzato la vendita dell'olio d'oliva come prodotto capace di ridurre il rischio di malattie coronariche. La Fda ne fissa anche la dose ottimale: due cucchiai (23 grammi) per sostituire una quantita' simile di grassi animali usati nella cottura.
Che l'olio di oliva abbia proprieta' ben al di la' di quelle gastronomiche e' noto a tutti da sempre, ma ci si deve scontrare con la realta' delle proprie nicchie di potere per ammetterlo. Stiamo parlando, oltre che del nostro Paese, anche di Spagna e Francia (che sono i maggiori esportatori di olio negli Usa), ma che a differenza di quanto accade per il loro prodotto oltre l'oceano, non possono avere tale riconoscimento in patria perche' l'Unione europea non consente questo riconoscimento.
Questo e' evidente, perche' se si attribuiscono delle proprieta' curative ad un prodotto, quest'ultimo diventa un farmaco e puo' essere venduto solo nelle farmacie.
Quindi, piuttosto che far conoscere e riconoscere in modo ufficiale le proprieta' farmacologiche dell'olio di oliva, si preferisce non farlo per non toccare il potere delle farmacie.
Certamente ci fa sorridere l'idea che l'olio d'oliva sia venduto solo in farmacia, ma perche' non ci fa sorridere che l'aspirina o un analgesico siano venduti solo in farmacia?
La lobby dell'olio e' sicuramente piu' consistente nel nostro Paese che non quella dei farmaci da banco, ma entrambe sottostanno al potere delle farmacie. Perche' continuare a negare l'evidenza e la semplificazione dell'informazione e dell'uso dei farmaci?
Vincenzo Donvito, presidente Aduc
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