Orari negozi per le feste a Firenze e Toscana. Il mantra dei sindacati… e il nostro. Meno male che ci sono i consumatori…
Puntuale come un orologio svizzero ecco la proclamazione dello sciopero del commercio per i giorni festivi canonici di questo fine anno (25, 26 e 1). Sono i sindacati cosiddetti confederali a proclamarlo, con altrettante proclamazioni di lotta e di governo contro la legge che consente ai commercianti di decidere per conto proprio, Quest’anno c’e’ di nuovo che, a livello di organizzazioni politiche, pur se non sappiamo cosa ne pensino dello sciopero specifico, anche l’emergente movimento 5 Stelle, e’ schierato coi sindacati; non solo per la chiusura nei giorni canonici, ma anche per le domeniche e altre feste, pari pari a quello che timidamente ogni tanto dicono i prelati cattolici romani, convinti che i negozi chiusi possano portare i consumatori a tornare ad essere fedeli ed andare in chiesa non solo per vedere i bei monumenti ma anche per le funzioni religiose.Un mantra che si ripete ad ogni gruppetto di feste. Un mantra a cui -purtroppo e nostro malgrado- ci accodiamo puntualmente per evidenziare gli aspetti politici, economici e ridicoli della vicenda. Meno male che ogni tanto ci sono delle novita’ (M5S), cosi’ abbiamo piu’ argomenti per meglio spiegare le nostre ragioni.
A meno che non ci sia chissa’ quale rivoluzione che ci porti fuori dall’Occidente, o magari per infilarci in quell’Occidente stile Polonia o Ungheria (1), questi scioperi e questi proclami lasciano il tempo che trovano. I sindacati sono pietosi perche’ difendono solo il loro potere contrattuale e di controllo dei lavoratori del settore, che evidentemente loro giudicano immaturi e incapaci di scegliere se e quando lavorare; non solo, ma sono anche ottusi di fronte al reale aumento della disponibilita’ di lavoro che la deregolamentazione degli orari degli esercizi commerciali ha portato in quel settore. Quelli del M5S, ammesso che tutti siano d’accordo col loro leader Di Maio, sono alla ricerca di consensi in tutte le sacche di dissenso che un sistema democratico non puo’ non avere… ed ora si sono accorti degli orari dei negozi…. fra un po’, dopo le sparate mediatiche (fatte -crediamo- proprio ad arte), se ne dimenticheranno e -come spesso fanno- cominceranno a dire il contrario. In mezzo i consumatori, cioe’ tutti noi nella veste di soggetti economici con un grande potere, quello dell’acquisto o del non-acquisto. Noi -modestamente- crediamo che e’ ai consumatori che deve essere lasciata la decisione se la domenica andarsene in chiesa, in un negozio, al mare, in montagna, in campagna; l’importante e’ che i consumatori siano liberi di scegliere e non costretti, per noia o per abitudine, ad andare -per esempio e senza acredine preconcetta- in chiesa, come facevano anche i loro genitori e i loro nonni e i loro trisnonni, perche’ “cosi’ fan tutti”.
Nessuno ce ne voglia, ma e’ solo il nostro modo di esser liberi. Con anche un occhio all’economia che sembra ne tragga ampi benefici da questa liberta’, per tutti e non solo per i padroni di Stato e politici.
1 - con tutto il rispetto e la simpatia per i cittadini di questi Paesi, ma non per i loro governi arcaici e avversari delle liberta’ economiche
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