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ORDIGNO SULL'AEREO: GRAVI LE IPOTESI DEL PRESIDENTE DELL'ENAC
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Comunicato 
13 giugno 2003 0:00
 

Roma, 13 giugno 2003. "Ho un sospetto. Forse messo da chi lavora nello scalo." Cosi' la dichiarazione del Presidente dell'Enac, l'Ente nazionale per l'aviazione civile, Alfredo Roma, in merito all'ordigno ritrovato sull'Atr 42 dell'Alitalia, all'aeroporto di Ancona. Potremmo capire una battuta del genere fatta al bar o dal barbiere (un tempo si diceva all'osteria) da chi vuol dire la sua a tutti i costi -dichiara Primo Mastrantoni, segretario dell'Aduc- non l'aspettiamo dal Presidente dell'ente regolatore del trasporto aereo italiano. E' anche possibile che con questa dichiarazione si voglia scaricare la responsabilita' sui dipendenti, per due probabili ragioni. La prima attiene alle forme di protesta attuata dal personale aeronautico, la seconda tende ad escludere l'ipotesi di un atto terroristico e serve quindi a tranquillizzare l'opinione pubblica. Non ci spiegheremmo diversamente un'uscita del genere, ampiamente resa nota sul maggiore quotidiano italiano. Contro lo "sciopero" degli assistenti di volo la nostra associazione ha gia' preso una posizione dura, ma questo non puo' giustificare un altrettanto incomprensibile, o comprensibilissima, dichiarazione del Presidente dell'Enac, il quale, nell'intervista, si prolunga nella descrizione dei sistemi di controllo negli aeroporti, sui quali abbiamo gia' espresso le nostre perplessita'. Tra l'altro vorremmo sapere se l'Enac ha svolto gli accertamenti relativi all'idoneità degli impianti e del personale, adeguati a garantire la sicurezza dei cittadini nell'aeroporto di Ancona.
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