PARTO INDOLORE. IL 24 FEBBRAIO DENUNCIAVAMO LA LATITANZA IN TOSCANA DEL 54% DELLE STRUTTURE, L'ASSESSORE NON CI HA MAI RISPOSTO. ORA CHE IL MINISTRO DEL SUO PARTITO SI E' SBILANCIATO..... IL PROBLEMA ESISTERA'?
Firenze, 23 maggio 2006. Non avremmo mai voluto scrivere questa nota, ma siccome siamo onesti con noi stessi e con coloro che ci seguono e sperano nella giustezza delle nostre richieste, non possiamo esimerci. Lo scorso 24 febbraio, denunciavamo la latitanza delle strutture sanitarie della Regione Toscana in materia di parto indolore: nel 54% di esse si poteva partorire solo con dolore, nonostante un preciso impegno nel piano sanitario regionale che riconosce il diritto a non subire questo dolore, ma che nei fatti restava solo un diritto sulla carta (qui l'indagine/denuncia e la lettera aperta all'assessore: clicca qui)
Dal 24 febbraio, dopo aver appurato che la nostra richiesta era state ricevuta dall'assessore, stiamo ancora aspettando una risposta.
Nel frattempo la situazione si e' anche aggravata, perche' -esperienza diretta di chi scrive- nell''unico ospedale fiorentino in cui e' garantita l'anestesia epidurale per le partorienti, il San Giovanni di Dio piu' noto come Torregalli, lo scorso 15 marzo la mia compagna che partoriva nostra figlia ne ha potuto usufruire solo perche' conoscevamo un anestesista che, notte tempo e fuori del suo turno di lavoro, ci ha raggiunto in sala travaglio e ce l'ha praticata; altrimenti -come e' successo alle altre partorienti in quel momento- non sarebbe stato possibile usufruirne perche' gli anestesisti di turno erano impegnati in pronto soccorso... che diritto e', se non c'e' una struttura che lo garantisca?
In questo contesto, si e' inserita la dichiarazione del neo-ministro della Salute, Livia Turco, che ha promesso l'applicazione di questo diritto al parto indolore ovunque.
Ne siamo lieti e, a questo punto, crediamo che l'assessore toscano alla Sanita', Enrico Rossi, dara' un segno di vita, anche perche' se non lo fa probabilmente il suo partito lo buttera' fuori dalla poltrona in cui e' grazie alla sua fede partitica. Parole dure, le nostre, ce ne rendiamo conto. Ma sono piu' che altro amare, per sottolineare la distanza e l'abisso che rappresentanti importati nelle nostre istituzioni, hanno con la cosiddetta societa' civile e gli utenti dei loro servizi. Parole dure verso un sistema sanitario toscano che, pur se mediamente piu' decente rispetto alla media nazionale, lascia molto a desiderare per disponibilita', puntualita' e comprensione delle esigenze degli utenti: provate a fissare una qualunque analisi e vedrete quali tempi jurassici e assurdi avrete davanti.
Ora, comunque, aspettiamo al varco il funzionario di partito che fa l'assessore alla Salute in questa regione e tutti coloro che, in Italia, fino ad oggi hanno frapposto burocrazia, ideologia e quant'altro per continuare a far partorire nel dolore.
Vincenzo Donvito, presidente Aduc
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