PEPERONI AI PESTICIDI. CONSIGLI PER GLI ACQUISTI
Roma, 26 Luglio 2007. Le ispezioni alimentari eseguite nel Baden-Wuerttemberg (Germania) hanno rilevato consistenti tracce di pesticidi nei peperoni provenienti da Turchia e Spagna, e molto meno in quelli israeliani, olandesi, marocchini e italiani.
Ecco i dati del dipartimento regionale: nel 93% dei 110 campioni esaminati sono emersi dei residui, un terzo dei quali oltre il consentito, quindi 34 campioni su 110 hanno residui di pesticidi oltre la norma. Con due prove positive su tre (66%) i piu' oberati sono risultati i peperoni turchi, uno su tre (33%) quelli spagnoli. Per lo piu' sono insetticidi di vecchia generazione "Methomyl o "Oxamyl" (antiparassitari tossici, che provocano nausea, vomito e dispnea, ecc). Il consiglio ai consumatori e' semplice: negli acquisti in Italia occorre leggere le etichette dove e' indicata la provenienza dei peperoni, se di origine spagnola o turca meglio evitare l'acquisto, se non c'e' l'etichettatura, obbligatoria per legge, non acquistare e segnalare l'irregolarita' alla Polizia municipale del proprio Comune. Ai turisti che hanno scelto come luogo di villeggiatura la Spagna o la Turchia, consigliamo di non mangiare peperoni. L'Aduc ha inviato una nota al ministero della Salute affinche' siano intensificati i controlli sui peperoni provenienti da Spagna e Turchia.
Primo Mastrantoni, segretario Aduc
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