PILLOLA ABORTIVA. VISTO IL PERDURARE DELL'ILLEGALITA' DELLA RU486, IL "FAI DA TE" E' COME SEMPRE DIETRO L'ANGOLO, OVVIAMENTE IN MANO ALLA DELINQUENZA
Firenze, 17 Aprile 2005. Un fatto accaduto a Firenze nei giorni scorsi, ci ripropone l'assurdo perdurare dell'illegalita', nel nostro Paese, della pillola abortiva RU486. Una prostituta nigeriana e' finita in ospedale perche' si era sentita male dopo aver preso una pillola che aveva acquistato da un tizio che, aggirandosi tra le "lucciole" per strada, la vendeva vantando gli effetti abortivi della stessa. Ovviamente la giovane ragazza, dopo le cure d'urgenza che l'hanno rimessa in sesto, invece di verbalizzare il tutto e' scappata dal reparto. Non si tratterebbe di un primo caso: altri due ne sarebbero stati segnalati, mentre le forze dell'ordine stanno cercando di individuare il venditore. La portata del fenomeno, a nostro avviso, non puo' essere nota, perche' quando si dice "casi segnalati", si intendono quelli finiti in ospedale, per cui chissa' quanti sono che non finiscono in ospedale o si accontentano di cure improvvisate di altrettanto improvvisati curatori che, nel sottobosco del mondo dell'illegalita', sono dietro ogni angolo.
Non sappiamo cosa contengono queste pillole, ma abbiamo il forte sospetto che siano a base di misoprostolo, un analogo sintetico delle prostaglandine, con proprieta' antisecretive e protettive per la guarigione dell'ulcera gastrica e duodenale, in grado di prevenire le ulcere associate a Fans e che, nelle controindicazioni dei prodotti che lo contengono, c'e' la somministrazione a donne in eta' fertile o in stato di gravidanza. E soprattutto e' una sostanza che si trova in diversi prodotti in vendita in farmacia (per esempio Misodex, Artrotec, Artrotec 75, Misofenac e Misofenac 75). Quindi il "farmacista delle lucciole", probabilmente non ha fatto altro che approvvigionarsi in farmacia e vendere il suo prodotto fidando sull'ignoranza dei suoi acquirenti e sulle situazioni disperate ed emergenziali che inducono le persone come la nigeriana di Firenze, a far di tutto per continuare a svolgere la propria attivita'.
Grazie alle limitazioni della legge italiana sull'aborto (interventi solo in strutture pubbliche e certificati di "pazzia" per le donne che vogliono abortire), ogni tanto spunta qualche clinica clandestina (anche cinese) o qualche medico che si presta extra-legis a dare i suoi servizi (situazioni grazie alle quali il fenomeno dell'aborto clandestino non e' ancora stato debellato). A questa pesante situazione dobbiamo anche aggiungere il costante e testardo rifiuto da parte delle autorita' sanitarie nazionali di rendere l'interruzione di gravidanza piu' semplice e meno traumatica, con l'uso della pillola abortiva RU486 diffusa quasi ovunque in Europa e nel resto del mondo.
E' evidente che, oltre alle cliniche clandestine e ai medici senza scrupoli, non potevano mancare i venditori di pillole "magiche" (acquistabili in farmacia), e che questi ultimi, come ogni cosa su cui c'e' necessita' e vige un assurda proibizione, non possono che alimentare il sottobosco delinquenziale.
Altrettanto evidente ci pare che questo accada per colpa delle nostre autorita' sanitarie, regionali e sanitarie: le prime perche', nonostante alcuni casi di disponibilita' a fungere da sperimentatori (chissa' cosa ci sara' da sperimentare in una pillola diffusa con successo clinico da decine d'anni in tutto il mondo..) sono sempre al palo; le seconde perche' col loro mutismo e assenza di autorizzazioni, mettono la testa sottoterra di fronte agli indiscutibili vantaggi dell'adozione di questa pillola.
Dobbiamo continuare a farci male?
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Vincenzo Donvito, presidente Aduc
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