PILLOLA DEL GIORNO DOPO … DELLE MIE BRAME
MENTRE NEL MONDO MIGLIORA IL RAPPORTO TRA SCIENZA MEDICA E INDIVIDUI, L'ITALIA SEMBRA ESSERE FERMA AL PALO DELL'IDEOLOGIA
Firenze, 28 Marzo 2002. "Il diritto della donna a scegliere (se fare un bambino o meno) non deve mai essere compromesso dalla burocrazia". Sono le parole del Governatore della California, Gray Davis, che ha deciso ieri che l'acquisto della "pillola del giorno dopo" deve essere coperta dalla Sanita' Pubblica.
Dopo la Francia che la distribuisce anche alle minorenni nelle scuole, e la Gran Bretagna che ne consente il libero acquisto (per citare solo due Paesi a noi molto vicini), la decisione della California si ascrive nel libro dei punti di riferimento per una sanita' amica, coscienziosa, consapevole e libera. Non si tratta di essere malevoli o benevoli verso il sistema sanitario Usa -dice il presidente dell'Aduc, Vincenzo Donvito- ma sta di fatto che in quel Paese, dove vige un sistema di equilibrio tra pubblico e privato, succede la stessa cosa che in Francia (dove il privato non e' certo equilibrato con il pubblico), e questo perche' si e' voluto privilegiare lo stesso approccio aconfessionale, partendo dalla liberta' di scelta del fruitore del servizio.
In Italia la pillola del giorno dopo c'e' da ottobre del 2000, grazie all'allora ministro della Sanita' Umberto Veronesi, ma e' vendibile in farmacia solo dietro presentazione di ricetta medica, ed e' costantemente sotto il mirino di una sua sospensione dal mercato grazie a medici e farmacisti che chiedono il diritto all'obiezione di coscienza in materia: richiesta che non sarebbe un problema se la pillola fosse acquistabile senza ricetta e se non ci fosse il monopolio delle farmacie per le vendite dei farmaci "senza ricetta" per l'appunto; ma che aggraverebbe la gia' difficile situazione italiana se fosse concessa in questo contesto, perche' non sarebbe garantito il diritto della consumatrice a usufruire di questo prodotto. Comunque, niente di nuovo, perche' non e' la prima volta che in campo sanitario come altrove, si impone, con un uso violento della legge e irrispettoso della liberta' dell'individuo, l'accettazione di un comportamento legato ad un'ideologia. E' quello che sta anche accadendo con la proposta di legge sulla procreazione assistita, come e' quello che succede con le limitazioni logistiche e ideologiche della legge sull'aborto e -non dimentichiamolo- questo succede nel Paese in cui per sciogliere un matrimonio si ha l'obbligo di pensarci per tre anni e poi ritrovarsi davanti ad un magistrato che chiede "ma siete proprio sicuri?".
C'e' aria nuova nel mondo rispetto ai rapporti tra scienza medica e individui, dove questi ultimi sono sempre piu' percepiti come il centro intorno al quale deve ruotare l'offerta dei risultati a cui questa scienza arriva: lo si percepisce in materia di ricerche sugli embrioni e relative cellule staminali, e se ne ha conferma con la decisione del Governatore della California sulla pillola del giorno dopo. Il problema sta tutto nel capire se il nostro Paese e' in questo mondo o in un altro. Per ora e' al palo dell'ideologia!
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