Venerdì 5 giugno 2026
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PRANZI DI NATALE E CENONI DI CAPODANNO A PREZZI ASSURDI. CHI SI FARA' MALE?

Comunicato ·

Firenze, 19 Dicembre 2003. La Fipe-Confcommercio ha diffuso i dati di previsione per il pranzo di Natale e il cenone di Capodanno nei ristoranti, con una previsione di 5 milioni di italiani nel primo caso e oltre 6 milioni nel secondo caso. Per i costi, a Natale prevede una media di 48 euro per complessivi 240 milioni di euro, mentre a Capodanno la media diventa 95 euro con un tetto complessivo di 568 milioni. Sempre alla Fipe fanno notare che questi giorni gli affari sono in calo rispetto all'anno scorso, ma sono baldanzosi e fiduciosi per una sorta di "last-minute"; anche se per Natale le prenotazioni sono al 34% e per Capodanno al 24,5%, alla Fipe contano di fare il pienone.
Buon per loro e glielo auguriamo. Ma ci sembra che questi dati siano si' lo specchio della situazione, ma che le prospettive di chi dovrebbe guadagnarci sono un po' troppo rosee,
volutamente rosee? Alla Fipe stanno cercando l'ottimismo e non si rendono neanche conto di affermare con il massimo di naturalezza che il costo medio di un pranzo di Natale e' di 48 euro e 95 euro per il cenone di Capodanno. Quarantotto euro .. novantacinque euro? No, non se ne rendono conto. Sono talmente vittime della loro folle corsa all'aumento dei prezzi che certi livelli li decantano come se fosse la cosa piu' naturale di questo mondo.
Secondo la Fipe, una famiglia media con qualche nonno o zio, diciamo 6 persone, spendera' per Natale 48x6=288 euro, e sempre questa famiglia media per Capodanno impieghera' 95x6=570 euro? Forse una famiglia di commercianti, ma ci si consenta di avere piu' che un ragionato dubbio che cio' possa accadere per persone medie. Quelle persone che sono le stesse che non stanno frequentando i ristoranti in questi giorni, e non crediamo per non spendere quei soldi che devolveranno nei ristoranti a Natale e Capodanno, ma semplicemente perche' questi soldi non li hanno. Non solo, ma quei pochi che hanno sono spesi con oculatezza e facendo molta attenzione, tagliando proprio quelle cose piu' superficiali che possono essere sostituite con facilita' e, probabilmente, anche con piu' risultati per il clima di festa: stare in casa o a casa di amici.
Il consumatore medio e' molto piu' intelligente e accorto di quanto la Fipe possa credere. I segnali li sta dando a piu' riprese perche' i commercianti se ne possano accorgere. C'e' chi l'ha capito vendendo, per esempio, dei buoni panettoni a meno di 1 euro prima della classica svendita post-feste, e c'e' chi fa lo gnorri mantenendo e aumentando i prezzi delle sue offerte. Chi ci "sbattera' il muso", facendosi anche male?
Vincenzo Donvito, presidente Aduc
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