Giovedì 4 giugno 2026
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PREZZI ALTI. LE IMPOSSIBILI RICETTE DEL CAPO DEL GOVERNO PER FARLI DIMINUIRE

Comunicato ·

Firenze, 8 Giugno 2004. Il presidente del Consiglio dei ministri, Silvio Berlusconi, rispondendo ad una domanda durante la trasmissione Rai "Radio anch'io", ha detto: "Sto pensando ad un invito ufficiale ai commercianti perche' facciano un gesto importante di riduzione di una certa percentuale dei prezzi di tutti i prodotti. E voglio chiedere un ulteriore gesto per i primi sei mesi del prossimo anno ... ma questa e' una richiesta che il Governo fa senza avere nessun potere di arrivare a determinarla".
Il capo del nostro Governo ha evidentemente emulato il ministro francese dell'Economia Sarkozy, che pero', a differenza del presidente Berlusconi, ci e' andato pesante minacciando, in caso contrario, la modifica della legge Galland, la normativa che fissa le regole del gioco dal 1997, ovviamente in senso peggiorativo per i commercianti.
A noi ci sembrava preoccupante la richiesta del ministro Sarkozy, e, pur nella sua inefficacia, ci sembra preoccupante anche quella del nostro presidente del Consiglio. A nostro avviso le dinamiche dei prezzi non vanno stimolate con imposizioni autoritarie o, nel caso italiano, richieste stile buon padre di famiglia pur senza famiglia. Nel primo caso ci si espone a derive anti-mercato e anti-concorrenziali, nel secondo si spandono parole al vento. A maggior ragione se pronunciate da chi, come il nostro premier, promette tutti i giorni una riduzione delle tasse che, seppur qualcosina si vede, e' pur sempre annullata dall'aumento della fiscalita' regionale e locale. Per cui attenderemo curiosi le parole di Silvio Berlusconi e constateremo la loro totale inefficacia, proprio perche', usando le parole del premier "senza avere nessun potere di arrivare a determinarla".
Nel frattempo ribadiamo che se il nostro Governo volesse fare qualcosa in materia, con il potere dalla sua parte, lo potrebbe fare. Tutto nella direzione del mercato e della concorrenza. Noi non conosciamo altre teorie e pratiche economiche per far diminuire i prezzi, facendo crescere l'iniziativa economica e la ricchezza, che non quelle della liberalizzazione, della deregulation, delle opportunita' per consumatori, produttori e distributori ad ogni livello. Che dire, per esempio, della cosiddetta legge Bersani sulla liberalizzazione degli esercizi commerciali (orari e licenze) che e' praticamente impantanata dalle burocrazie e dalle pastette regionali e comunali? Che dire dello Stato che, in ambito carburanti, detiene con AgipIp il 50% di quel mercato distributivo le cui regole sono da lui stesso fissate? Solo due esempi dei tanti, ma che crediamo abbiano chiarito cosa potrebbe essere fatto in concreto. Anche al di la' della paventata diminuzione delle tasse. Per carita' ben venga, ma con la consapevolezza che non smuovera' alcunche', e soprattutto che comunque lo Stato dovra' prendere i soldi da qualche altra parte.
Quando andra' in onda una trasmissione in cui il presidente del Consiglio dei ministri annuncera' questi provvedimenti? E soprattutto, quando li leggeremo sulla Gazzetta Ufficiale?
Vincenzo Donvito, presidente Aduc
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