PREZZI ALTI: LA MAGGIORANZA DI GOVERNO HA PARTORITO IL RIMEDIO: LA BANCONOTA DA 1 EURO!
Firenze, 23 settembre 2003. Dopo il dibattito di ieri andato a buca per l'assenza di un qualche esponente del Governo (che figura!), oggi alla Camera la discussione sul fenomeno dei prezzi alti c'e' stata. Ironia della sorte e' stato in contemporanea ai primi dati delle citta' campione sull'andamento dell'inflazione, i soliti "zero virgola" a cui ognuno ormai guarda accennando un sorriso tra il tragico e il divertito, perche' sa perfettamente che e' solo la farsa di un fenomeno che non lambisce gli attuali accertatori. Ma e' cosi, e sembra che rimetterlo in discussione si passi come una sorta di demolitore del sistema di sicurezza nazionale.
Ma il topolino (provvedimento) che avrebbe dovuto essere stato partorito dalla montagna (Parlamento) per "toppare" alla situazione ormai senza alcun controllo, non c'e' stato. Al suo posto abbiamo avuto un aborto: la mozione di maggioranza chiede al Governo un'operazione di sensibilizzazione per arrivare all'adozione della "carta moneta del valore di un euro". Ma siccome chi ha preso questa decisione non vuole passare da "assente", l'on. Pietro Armani, primo firmatario della mozione, ha precisato che l'Italia "non potra' assumere decisioni come Paese individuale, ma dovra' comunque cercare di far accettare tale iniziativa a livello europeo". Che e' come dire: noi abbiamo fatto questa proposta insulsa e siamo consapevoli che e' tale, ma almeno abbiamo fatto una proposta. Perche' ormai lo sanno anche i bimbetti che la proposta della banconota da 1 euro avrebbe avuto senso a cavallo dell'introduzione della nuova moneta, mentre oggi e' pura discussione inutile, su cui tra l'altro c'e' gia' stato il "niet" di chi nella Ue decide tutto sulle politiche monetarie.
Defiscalizzazione, liberalizzazione di orari e licenze commerciali, demonopolizzazione -cioe' i provvedimenti che potrebbero servire alla nostra economia per intraprendere un'uscita dalla china- sono state le grandi assenti.
Vincenzo Donvito, presidente Aduc
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