Lunedì 8 giugno 2026
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PREZZI: ANCHE PER IL CNEL L'EURO NON C'ENTRA

Comunicato ·

Roma, 20 Ottobre 2003. Dare la colpa all'euro degli aumenti e' "una tesi giornalistica", si parla di euro di carta invece "il Governo dovrebbe accelerare la liberalizzazione dei mercati, sia quelli a rete (elettricita', gas, acqua, comunicazioni, trasporti) che quelli privati (albi professionali, carburanti, taxi, ecc)". Non possiamo che essere soddisfatti del rapporto del CNEL, perche' riproduce esattamente le posizioni che abbiamo sostenuto, in splendida solitudine nel corso del 2002-2003, quando si faceva circolare la notizia che gli aumenti erano dovuti all'introduzione dell'euro. Era sufficiente guardare quel che accadeva negli altri Paesi europei, per capire che ai consumatori si stava raccontando la favola dell'euro cattivo che depredava gli stipendi ed i risparmi degli italiani. Non c'e' concorrenza, questa e' la sintesi dell'analisi del CNEL. In Italia il sistema e' bloccato, le corporazioni, dai commercianti agli ordini professionali, sono arroccate sulle loro posizioni che danneggiano l'economia generale ma portano voti, all'uno o all'altro schieramento. Altro che prezzi bloccati o tariffe uniche (altra posizione corporativa), qui ci vuole una rivoluzione economica e culturale! Purtroppo non ci sembra che il Governo voglia imboccare la strada delle riforme. A tutti conviene cosi', meno che ai consumatori.
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