PREZZI: LA BOLLETTA DELLA LUCE DIMINUISCE O NO?
Roma, 25 Novembre 2004. Pochi giorni fa il Presidente dell'Autorita' per l'energia, Pippo Ranci, ha pubblicato un documento in cui si suggeriva un ribasso delle tariffe elettriche, tra l'1 e il 2%, il che ha generato un diminuzione del valore dei titoli dell'Enel in borsa. Ranci e' stato ripreso dalla Consob e dal Ministro all'Economia, Giulio Tremonti. La richiesta di diminuire le tariffe elettriche poteva certamente essere annunciata dopo la chiusura delle borse, per evitare turbative e, visto che di richiesta si trattava e non di decisione, si poteva rimandare il tutto, considerato il fatto che lo stesso Ranci e' in scadenza di mandato (Camera e Senato hanno gia' nominato il successore). Ieri il quotidiano IlSole-24ore pubblicava con notevole risalto la notizia "Elettricita', rincari in vista". Gli aumenti sarebbero dovuti alla riduzione delle linee per l'import e al mancato avvio della Borsa dei chilowattora. Quello che il comune cittadino si chiede e' il perche' di notizie cosi' contrastanti. Insomma la bolletta aumenta o no? La diminuzione della bolletta, anche del solo 1-2%, comporta soprattutto un risparmio per i grandi consumatori di energia che spinge a una diminuzione dei costi: una boccata di ossigeno per i settori produttivi in difficolta' e una possibile riduzione dei prezzi per i consumatori, il che non guasta. Il Ministro Tremonti bacchetta l'Autorita' perche' ha bisogno che il prezzo dei titoli Enel rimanga alto in vista di eventuali necessita' di cassa, le quali potrebbero essere soddisfatte con la vendita delle relative azioni, che, pertanto, devono rimanere appetibili. Non comprendiamo pero' quanto tutto questo abbia a che fare con i processi di liberalizzazione e una sana politica di mercato: il possesso pubblico di un settore e il prezzo artificioso dei relativi titoli fa a pugni con le teorie liberali troppo spesso enunciate e non applicate.
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