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PREZZI: COSA C'E' DIETRO L'ANGOLO? PROPOSTE PER PAGARE SEMPRE TANTO E SENZA LIBERTA' DI MERCATO .

Comunicato ·

Firenze, 27 Agosto 2003. Nel tentativo -non facile- di riuscire in qualche modo a contenere l'esplosione dei prezzi e delle tariffe, se ne sentono di tutti i colori. Ben vengano tutte le iniziative istituzionali e private perche' ci sia piu' informazione, e quindi ognuno abbia piu' possibilita' di conoscere il valore di cio' che compra rispetto al mercato. Ma da quest'ultimo libero non possiamo prescindere. Tutti lo dicono e lo auspicano, ovviamente, ma alcune proposte -anche da fonte autorevole- porterebbero proprio a situazioni di distruzione del mercato.
E' tale per eccellenza la proposta del ministro delle Politiche Agricole, Gianni Alemanno, per l'obbligo di indicare sulle etichette dei prodotti alimentari, oltre al prezzo al dettaglio anche quello all'ingrosso.
Se qualcuno lo vuole fare, buon per lui (sono in corso proprio in questi giorni alcune promozioni che indicano proprio che si tratta di prodotti venduti sottocosto) e per chi, fidandosi della buona fede del proponente, ne usufuira'.
Ma l'obbligo e' proprio un'altra cosa. Perche' mina alla base il principio di partenza del libero mercato, cioe' la liberta' dell'offerta, la libera determinazione del prezzo di vendita, la liberta' del commerciante: se in un contesto di mercato la liberta' non e' di tutti gli attori, ma solo di alcuni, alla fine ne risentono tutti.
Inoltre, non siamo proprio noi consumatori che quotidianamente rivendichiamo il diritto alla privacy, nonche' alla segretezza dei nostri conti bancari e di tutto cio' che riguarda la nostra intimita'? Perche' non dovrebbe essere altrettanto per i commercianti? Perche' devono dire ai consumatori e al mondo quanto guadagnano? Lasciamo che resti un loro problema con il Fisco. Perche', visto che con quest'ultimo notoriamente non hanno molti buoni rapporti, dobbiamo stimolarli a far carte false per vendere la loro merce? Oppure c'e' qualcuno che crede che tutti scriveranno correttamente sulle etichette il prezzo all'ingrosso del fagiolino, cosi' come fanno ora con l'indicazione dell'origine, varieta' e categoria . che da piu' parti e' denunciato quasi come un optional? Forse -e ripetiamo forse- potra' succedere nella grande distribuzione, ma molto poco probabile nella piccola.
Per cercare di sbrogliarsi da questa spirale di aumenti, non dobbiamo usare le stesse armi che i commercianti stanno usando nei confronti dei consumatori, cioe' la penalizzazione di una categoria.
Quindi, ben vengano tutte le iniziative legate all'informazione, ribadendo la necessita' che le autorita' controllino il rispetto delle norme (come le etichette oggi in vigore), ma partendo dal presupposto che il libero mercato deve essere tale per tutti. E dove il consumatore deve farsi piu' attento e usare la sua potentissima arma economica: il non-acquisto.
Vincenzo Donvito, presidente Aduc
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