PREZZI/EURO/UE: ATTENZIONE AL BLUFF DELLA COMPARAZIONE
Firenze, 1 Gennaio 2003. Uno degli argomenti piu' frequenti per sostenere i vantaggi dell'ingresso della moneta unica, e' l'utilita' che se ne avrebbe perche' la comparazione dei prezzi nei Paesi della zona dell'euro, sarebbe immediata. Ce lo ha ricordato i questi giorni, in piu' interviste, anche il presidente della Commissione, Romano Prodi. E molti media usano paragonare lo stesso prodotto venduto in differenti citta dell'Ue, per significare dove e' piu' costoso o meno.
Altrettanto viene fatto con i servizi. Cosi' e' stato, per esempio, per farci digerire meglio l'aumento della tassa sulla Rai (canone o abbonamento, come viene chiamato) ben oltre il livello d'inflazione.
Oggi e' la volta del servizio monopolista delle Poste: per spedire un bollettino di conto corrente, si spendera' non piu' 77 centesimi, ma 1 euro. E le Poste ci ricordano che in Italia il prezzo, anche con l'aumento, resta comunque molto basso, se confrontato con, per esempio, la Germania (dove il minimo e' 1,50), la Francia (il minimo e' 3,40) o l'Olanda (5 euro, fissi).
Tutti tranquilli e sereni? Siamo in Europa e siamo i piu' economici?
Lo lasciamo credere a chi usa queste motivazioni per giustificare qualunque aumento, che' sicuramente e' convinto che il consumatore italiano abbia al naso un anello e, per fare i conti, usa il pallottoliere, bevendo, mangiando e consumando tutto cio' che gli viene propinato fidandosi esclusivamente di cio' che gli viene detto.
C'e' una semplice differenza che viene volutamente sottaciuta in queste circostanze: il potere d'acquisto nazionale e territoriale. Una volta si diceva "potere d'acquiisto della moneta", ma ormai essendo quest'ultima uguale, bisogna cambiare il linguaggio, ma il concetto e' lo stesso.
Quanti euro ha in tasca a fine mese, per esempio, un impiegato dello Stato italiano di livello x, e quanti ne ha altrettanto impiegato tedesco, francese o olandese? L'italiano ne ha sicuramente meno.
Quindi fargli intendere che, per esempio, il costo del conto corrente postale e' piu' basso in Italia e che l'aumento di oggi lascia il nostro Paese sempre leader del prezzo piu' basso, e' una balla gigantesca. Che serve solo a far perdere fiducia, da parte del consumatore, a chi la dice. Che se e' chi eroga un servizio in regime di monopolio o una pubblica istituzione, la ricaduta sui comportamenti economici e relativa fiducia, non puo' che esprimersi in modo negativo.
No, proprio non e' un buon metodo questo. Ed e' bene che chi lo usa sia allertato. Quantomeno per ricordargli con chi ha a che fare.
Vincenzo Donvito, presidente Aduc
Altrettanto viene fatto con i servizi. Cosi' e' stato, per esempio, per farci digerire meglio l'aumento della tassa sulla Rai (canone o abbonamento, come viene chiamato) ben oltre il livello d'inflazione.
Oggi e' la volta del servizio monopolista delle Poste: per spedire un bollettino di conto corrente, si spendera' non piu' 77 centesimi, ma 1 euro. E le Poste ci ricordano che in Italia il prezzo, anche con l'aumento, resta comunque molto basso, se confrontato con, per esempio, la Germania (dove il minimo e' 1,50), la Francia (il minimo e' 3,40) o l'Olanda (5 euro, fissi).
Tutti tranquilli e sereni? Siamo in Europa e siamo i piu' economici?
Lo lasciamo credere a chi usa queste motivazioni per giustificare qualunque aumento, che' sicuramente e' convinto che il consumatore italiano abbia al naso un anello e, per fare i conti, usa il pallottoliere, bevendo, mangiando e consumando tutto cio' che gli viene propinato fidandosi esclusivamente di cio' che gli viene detto.
C'e' una semplice differenza che viene volutamente sottaciuta in queste circostanze: il potere d'acquisto nazionale e territoriale. Una volta si diceva "potere d'acquiisto della moneta", ma ormai essendo quest'ultima uguale, bisogna cambiare il linguaggio, ma il concetto e' lo stesso.
Quanti euro ha in tasca a fine mese, per esempio, un impiegato dello Stato italiano di livello x, e quanti ne ha altrettanto impiegato tedesco, francese o olandese? L'italiano ne ha sicuramente meno.
Quindi fargli intendere che, per esempio, il costo del conto corrente postale e' piu' basso in Italia e che l'aumento di oggi lascia il nostro Paese sempre leader del prezzo piu' basso, e' una balla gigantesca. Che serve solo a far perdere fiducia, da parte del consumatore, a chi la dice. Che se e' chi eroga un servizio in regime di monopolio o una pubblica istituzione, la ricaduta sui comportamenti economici e relativa fiducia, non puo' che esprimersi in modo negativo.
No, proprio non e' un buon metodo questo. Ed e' bene che chi lo usa sia allertato. Quantomeno per ricordargli con chi ha a che fare.
Vincenzo Donvito, presidente Aduc
ADUC è indipendente
Nessun finanziamento pubblico né pubblicità. Solo le donazioni ci rendono liberi.
Sostienici →
Potrebbe interessarti