PREZZI ORTOFRUTTA
LA CONFERMA CHE I PREZZI ALTI SONO COLPA DEI COMMERCIANTI. L'ADUC SOLIDARIZZA CON LE INIZIATIVE DELLA COLDIRETTI
Firenze, 22 luglio 2003. La notizia e' di quelle a cui non siamo tanti abituati. Viene dalla provincia di Treviso dove un agricoltore, di concerto con la Coldiretti della zona, ha distrutto due suoi campi di cetrioli come forma di protesta contro le speculazioni dei prodotti agricoli legate alla siccita'.
Per chi e' abituato a forme di protesta agricola tipo il Bové francese, che per far conoscere le sue idee distrugge le proprieta' degli altri (siano essi campi ogm o McDonald's), o a proteste con il blocco di stazioni ferroviarie o strade, quella del nostro agricoltore trevigiano si distingue per alto senso di responsabilita' civica e forza di comunicazione. Dire che e' lo stile che fa la differenza, in una societa' della comunicazione globale, e' fondamentale. Per cui non possiamo che solidarizzare e amplificare le motivazioni di questo gesto.
La responsabilita' dell'aumento dei prezzi dell'ortofrutta non sono nella siccita' in se', come a suo tempo non erano nell'euro in se' o nelle grandinate, etc.. ma nell'uso strumentale che viene fatto di queste situazioni da parte dell'anello finale della catena di distribuzione, cioe' il commerciante al dettaglio.
Sono anni che distribuiamo tabelle in cui evidenziamo la sperequazione terribile tra costo del prodotto alla produzione e quello al dettaglio. E oggi lo denunciano anche alla Coldiretti, evidenziano come cio' avvenga perche' la grande distribuzione non acquista i prodotti dagli agricoltori facendo lievitare i prezzi delle scorte di magazzino, distorcendo la legge della domanda e dell'offerta. Giocando anche sul fatto che sempre piu' spesso il consumatore ha perso la cognizione delle stagioni per i prodotti dell'ortofrutta, e acquista alimenti fuori stagione a prezzi piu' alti perche' di serra o provenienti dall'estero, ma giustificati falsamente dalla siccita'.
Per far capire il fenomeno e' sempre bene affidarsi ai numeri.
Prendiamo il cetriolo, tipico prodotto di stagione oggetto dell'iniziativa dell'agricoltore trevigiano, che (dati Ismea) nella 3° settimana di luglio ha un prezzo alla produzione di 0,25 euro al Kg, mentre viene venduto al dettaglio (nostra rilevazione media italiana) a 1 euro. Cioe' il dettagliante fa un ricarico del 300%, su un prodotto che non e' frutto di una lavorazione, ma di un semplice passaggio di mani.
Quanti campi di cetrioli dovranno essere ancora distrutti perche', per esempio, i commercianti -e soprattutto le loro associazioni- capiscano il danno che stanno facendo a tutti e accettino di essere sul mercato non in termini predatori?
Vincenzo Donvito, presidente Aduc
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