PREZZI: POTRANNO CALARE SOLO CON PIU' MERCATO E CONCORRENZA
Firenze, 10 Gennaio 2003. E' stata anticipata una proposta dell'Intesa dei consumatori per la modifica del reato di aggiotaggio (151 bis c.p.): punire chi aumenta il prezzo di un prodotto oltre il triplo della variazione media rilevata dall'Istat nel mese precedente.
Bene dal punto di vista dialettico: ogni occasione di confronto ben venga. Male dal punto di vista dei contenuti. Perche', oltre alla premessa per prezzi e tariffe di Stato su tutto, e' l'ultima cosa di cui il nostro Paese oggi avrebbe bisogno. E perche' si tratta di populismo senza alcuna prospettiva. Ve l'immaginate cosa ci manderebbero a dire i commissari economici della Ue se dovesse essere approvata una simile modifica legislativa? Non sono bastati i tentativi di ingabbiare le tariffe dell'assicurazione Rc-auto e le minacce Ue che hanno ben presto fatto cambiare direzione? E poi quello che e' successo ai prezzi dopo che il mercato Rc-auto e' tornato senza vincoli?
Il problema degli aumenti spropositati esiste. I maggiori responsabili sono sicuramente i commercianti per quanto riguarda i prezzi, e le amministrazioni locali per quanto riguarda le tariffe. E l'unica risposta possibile non e' il controllo, ma,
per quanto riguarda le tariffe,
la de-monopolizzazione con norme che non consentano la presenza proprietaria del "pubblico" se non in quote marginali e senza poteri di "golden share";
e per quanto riguarda i prezzi,
la deregulation normativa di tutto il settore commerciale, a partire dagli orari degli esercizi e dalla cancellazione delle licenze, fino allo snellimento fiscale locale e nazionale.
I consumi, perche' i prezzi si abbassino, vanno incentivati, non mortificati. E l'incentivazione nasce dalla possibilita' di creare valore aggiunto, cioe' ricchezza. E le occasioni devono essere create perche' lo si faccia sulla quantita' e sulla qualita' delle merci vendute. Altrimenti continua a succedere cio' che succede oggi: il desiderio di ricchezza c'e' sempre, e l'unico mezzo per avvicinarvisi e', difendendo le proprie conquiste di nicchia corporativa, a discapito di una parte, i consumatori nel nostro caso.
E che questa non sia semplice dottrina, ma pratica economica che ha enorme potenzialita', lo ha dimostrato il mercato piu' liberalizzato che oggi abbiamo in Italia, quello della telefonia mobile. Che, pur con tutti i suoi problemi e le grosse derive verso il duopolio/oligopolio Enel/Telecom, almeno in questa fase, con prezzi inimmaginabili qualche tempo fa quando tutto era deciso dallo Stato, sta dando i suoi risultati: sia per i consumatori che acquistano a prezzi bassi e con ampia gamma di scelta, sia per gli imprenditori che hanno un mercato potenziale su cui investire con buone prospettive di guadagno, sia per i lavoratori che hanno una disponibilita' occupazionale enorme, sia per l'Erario che incassa sempre piu' proventi grazie alla quantita' delle merci vendute e acquistate.
Non tenere conto di queste esperienze, ma cercare rifugio nella mortificazione del mercato, e' proprio cio' che non occorre, a nessuno.
Vincenzo Donvito, presidente Aduc
Bene dal punto di vista dialettico: ogni occasione di confronto ben venga. Male dal punto di vista dei contenuti. Perche', oltre alla premessa per prezzi e tariffe di Stato su tutto, e' l'ultima cosa di cui il nostro Paese oggi avrebbe bisogno. E perche' si tratta di populismo senza alcuna prospettiva. Ve l'immaginate cosa ci manderebbero a dire i commissari economici della Ue se dovesse essere approvata una simile modifica legislativa? Non sono bastati i tentativi di ingabbiare le tariffe dell'assicurazione Rc-auto e le minacce Ue che hanno ben presto fatto cambiare direzione? E poi quello che e' successo ai prezzi dopo che il mercato Rc-auto e' tornato senza vincoli?
Il problema degli aumenti spropositati esiste. I maggiori responsabili sono sicuramente i commercianti per quanto riguarda i prezzi, e le amministrazioni locali per quanto riguarda le tariffe. E l'unica risposta possibile non e' il controllo, ma,
per quanto riguarda le tariffe,
la de-monopolizzazione con norme che non consentano la presenza proprietaria del "pubblico" se non in quote marginali e senza poteri di "golden share";
e per quanto riguarda i prezzi,
la deregulation normativa di tutto il settore commerciale, a partire dagli orari degli esercizi e dalla cancellazione delle licenze, fino allo snellimento fiscale locale e nazionale.
I consumi, perche' i prezzi si abbassino, vanno incentivati, non mortificati. E l'incentivazione nasce dalla possibilita' di creare valore aggiunto, cioe' ricchezza. E le occasioni devono essere create perche' lo si faccia sulla quantita' e sulla qualita' delle merci vendute. Altrimenti continua a succedere cio' che succede oggi: il desiderio di ricchezza c'e' sempre, e l'unico mezzo per avvicinarvisi e', difendendo le proprie conquiste di nicchia corporativa, a discapito di una parte, i consumatori nel nostro caso.
E che questa non sia semplice dottrina, ma pratica economica che ha enorme potenzialita', lo ha dimostrato il mercato piu' liberalizzato che oggi abbiamo in Italia, quello della telefonia mobile. Che, pur con tutti i suoi problemi e le grosse derive verso il duopolio/oligopolio Enel/Telecom, almeno in questa fase, con prezzi inimmaginabili qualche tempo fa quando tutto era deciso dallo Stato, sta dando i suoi risultati: sia per i consumatori che acquistano a prezzi bassi e con ampia gamma di scelta, sia per gli imprenditori che hanno un mercato potenziale su cui investire con buone prospettive di guadagno, sia per i lavoratori che hanno una disponibilita' occupazionale enorme, sia per l'Erario che incassa sempre piu' proventi grazie alla quantita' delle merci vendute e acquistate.
Non tenere conto di queste esperienze, ma cercare rifugio nella mortificazione del mercato, e' proprio cio' che non occorre, a nessuno.
Vincenzo Donvito, presidente Aduc
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