Lunedì 8 giugno 2026
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PREZZO DEI CARBURANTI. DOPO LA PRONUNCIA CONTRARIA DELLA UE PER IL CALO DELL'ACCISA E L'INVITO AD AVERE PIU' MERCATO, E' IL MOMENTO DEL CORAGGIO DELLE SCELTE?

Comunicato ·

Firenze, 26 maggio 2004. La commissaria Ue all'Energia, Loyola de Palacio, rispondendo ad una domanda sulle eventuali decisioni del Governo italiano per la riduzione dell'accisa sui carburanti, ha manifestato la sua contrarieta'. Per la commissaria l'unica strada per spezzare la bolla speculativa che si e' formata nel mercato del petrolio e che ha portato all'aumento dei prezzi, e' l'aumento della produzione del greggio.
A questa risposta da manuale di economia e di istituzioni comunitarie da parte della commissaria, non e' seguita -ovviamente- la spiegazione su come si possa aumentare questa produzione. Il tradizionale "Ipse dixit" di chi e' chiamato a svolgere funzioni di Governo, pur nell'anomalia antidemocratica del "Governo europeo", si e' manifestato anche questa volta. Lasciando i nodi da sbrogliare ad altri e, soprattutto garantendo il perpetrarsi dell'assalto al portafoglio dei consumatori.
Ora i nostri governanti avranno un motivo in piu' per tutelare la loro non-azione dietro l'autorevole parere comunitario. E col greggio che marcia a grandi passi verso i 50 Usd a barile, oltre ai produttori, ad avvantaggiarsene saranno quegli introiti fiscali che -non fa male ricordarlo-, rappresentando il 70% del prezzo al dettaglio, sono proporzionali, e quindi aumentano con l'aumentare del costo finale di vendita.
Le soluzioni possibili, per chi come noi con l'aumento o il calo di produzione c'entra poco, sono tre. 1) non considerare l'opinione della de Palacio e procedere ad una riduzione fiscale (temporanea o definitiva che sia); 2) decidere che si e' sbagliato tutto e imporre un prezzo di Stato alla pompa uguale per tutti; 3) non fare niente, perche' lo dice la de Palacio.
Noi temiamo fortemente che i nostri governanti e i nostri legislatori seguiranno la terza soluzione: l'immobilismo col marchio comunitario ha il suo fascino anche per il piu' non-europeista convinto. Mancanza di coraggio delle scelte? Si'. Ma quand'anche optassero per non considerare l'opinione della commissaria all'Energia, non sarebbe molto diverso: di quanto possono ridurre l'accisa? Spiccioli sicuramente. L'unica scelta coraggiosa sarebbe il ritorno al monopolio. Ma non lo faranno perche', di fatto, l'attuale duopolio Unione Petrolifera / AgipIp (proprieta' dello Stato) svolge funzioni sufficienti al controllo del mercato da parte dello Stato.
Il messaggio della de Palacio, se per i nostri governanti servira' all'immobilismo, per noi invece e' molto chiaro: la risposta all'aumento dei prezzi non e' di lungo respiro se si esplica nella riduzione dell'accisa, ma lo diventa se si affida al mercato. La commissaria parla solo di aumento di produzione forse perche' non vuole entrare nel merito di un assetto di un mercato nazionale, e quindi essere invasiva rispetto alle sue funzioni istituzionali? Non conosciamo le sue intenzioni, ma conosciamo il nostro mercato. E sappiamo che, potendo incidere quasi nulla nell'ambito della produzione, il problema maggiore e' nel controllo duopolistico della distribuzione, in cui uno dei due attori e' quello che fa le regole del mercato. E fintanto che non si spezza quest'anomalia, quello che possiamo fare da parte nostra per far si' che il mercato abbia una concorrenza degna di essere considerata tale, non sara' fatto.
Vincenzo Donvito, presidente Aduc
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