Privacy/Relazione. Ok, ma anche il Garante ha le sue colpe
Il giudizio del Garante per la protezione dei dati personali sulla situazione italiana e' condivisibile: per molti aspetti, ed in particolar modo la giustizia, siamo all'anno zero. Cio' che invece preoccupa nella relazione e' la scarsa efficacia del Garante nel proteggere la privacy dei cittadini comuni. La relazione descrive una diminuzione dei ricorsi presentati dai cittadini al Garante (da 435 nel 2006 a 316 nel 2007). Ma se il Garante interpreta questo dato come segnale di un crescente rispetto della privacy, niente ci dice che non si possa invece parlare di una minore fiducia da parte dei cittadini nell'efficacia di questa istituzione. Infatti, nel 2007 le segnalazioni giunte alla nostra associazione per violazione della privacy sono state circa 600, ovvero il 4% in piu' rispetto al 2006. Inoltre, ricordiamo che fare ricorso al Garante costa 150 euro in diritti di segreteria, molto piu' di quanto costi ricorrere dal giudice di pace. Quasi sempre le sanzioni del Garante sono deludenti e i cittadini preferiscono ricorrere alla giustizia ordinaria per il rispetto dei propri diritti.
Non vi e' dubbio che la colpa di tutto cio' e' solo in minima parte del Garante, il quale dovrebbe godere di maggiori poteri sanzionatori e di maggiori risorse per far fronte alla potenziale moltiplicazione delle violazioni.
Infine esprimiamo un giudizio estremamente negativo sul sito Internet del Garante (www.garanteprivacy.it), poco "user friendly" e quindi pressoche' inutile al cittadino comune. Il sito e' quasi interamente dedicato agli adempimenti burocratici di aziende o amministrazioni. Una sola domanda frequente e' dedicata all'utente, rimandandolo ad una incompleta -e francamente illeggibile- scheda sulle modalita' per rivolgersi al Garante. Risulta addirittura introvabile il modulo obbligatorio per presentare un reclamo, una delle tre modalita' per denunciare abusi della riservatezza.
Un sito pessimo che sicuramente scoraggia moltissimi utenti dal rivolgersi a questa Autorita'.
Non vi e' dubbio che la colpa di tutto cio' e' solo in minima parte del Garante, il quale dovrebbe godere di maggiori poteri sanzionatori e di maggiori risorse per far fronte alla potenziale moltiplicazione delle violazioni.
Infine esprimiamo un giudizio estremamente negativo sul sito Internet del Garante (www.garanteprivacy.it), poco "user friendly" e quindi pressoche' inutile al cittadino comune. Il sito e' quasi interamente dedicato agli adempimenti burocratici di aziende o amministrazioni. Una sola domanda frequente e' dedicata all'utente, rimandandolo ad una incompleta -e francamente illeggibile- scheda sulle modalita' per rivolgersi al Garante. Risulta addirittura introvabile il modulo obbligatorio per presentare un reclamo, una delle tre modalita' per denunciare abusi della riservatezza.
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