PROTESTA PANIFICATORI. ANCHE QUESTA CORPORAZIONE AGISCE NEL NOME DEI CONSUMATORI. CHE SAREBBERO INVECE PIU' CONTENTI DI SCEGLIERE
Firenze, 26 luglio 2006. I panificatori sono in agitazione per difendere i loro legittimi interessi corporativi. Come le altre corporazioni italiane colpite dal decreto Bersani, i panificatori hanno scelto come motto della loro battaglia la difesa dei loro consumatori. I tassisti hanno bloccano le citta' e aggredito ministri e giornalisti per difendere i viaggiatori, gli avvocati hanno scioperato per impedire che i loro assistiti siano vittime della logica del libero mercato, i farmacisti (escluso Federfarma) per evitare il rischio da ipermedicazione dei loro clienti. Ora i panificatori scendono in piazza per difendere il diritto dei cittadini a mangiare pane di qualita'. Tutto e sempre nel nome dei consumatori.
Questa associazione non pretende di rappresentare tutti i consumatori, come invece sembrano fare ben piu' degnamente i panificatori, gli avvocati, i tassisti ed i farmacisti. Noi siamo convinti che i consumatori siano in grado di scegliere il pane di qualita' a seconda dei propri gusti e delle proprie disponibilita' finanziarie. Se il pane "made in Taiwan" verra' venduto in Italia, il consumatore potra' assaggiarlo e paragonarlo a quello "made in Italy", e poi scegliere il migliore. Quello di cui ha bisogno il consumatore e' la piu' ampia offerta possibile. Come riesce a scegliere fra automobili, viaggi, vestiti che provengono da tutto il mondo, siamo certi -contrariamente ai panificatori- che il consumatore riuscira' a farlo anche per il pane.
La legge che il decreto Bersani e' andato a toccare ha solo impedito che il consumatore potesse scegliere, risparmiando ai panificatori le enormi fatiche che comportano la competizione ed il libero mercato. E per capirne le conseguenze, consigliamo ai panificatori di verificare con i loro occhi quanto e' maggiore la qualita' e la varieta' del pane in moltissimi Paesi dove l'arte culinaria non e' certamente un vanto nazionale come lo e' da noi. Non a caso ci vantiamo di moltissimi prodotti alimentari italiani apprezzati nel mondo.ed il pane non e' uno di questi.
Da consumatori ci auguriamo che i panificatori abbandonino la protesta, si rimbocchino le maniche e competano sul mercato senza privilegi. Vinca il pane migliore.
Pietro Yates Moretti, consigliere Aduc
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