QUALI PREOCCUPAZIONI PER UNA PROBABILE PANDEMIA INFLUENZALE
Firenze, 6 Novembre 2004. Sugli allarmi per una probabile pandemia influenzale, il ministero della Salute ha predisposto sin dall'anno 2000 un centro di sorveglianza speciale, in collaborazione con altri Paesi europei.
La problematica nasce dall'incertezza sulle reali conoscenze scientifiche, alla luce degli ultimi incidenti del virus aviario dei polli nel sud-est asiatico. Il rischio che questo virus infetti l'uomo, migrando quindi verso la specie umana, esiste e non si conosce con precisione se cio' sia gia' avvenuto, o si sia trattato di un caso appartenente ad altra natura.
Epidemiologicamente parlando, si sa bene che il virus influenzale, ogni tanti anni, subisce variazioni che gli conferiscono una particolare aggressivita'. L'ultima di questo genere accaduta nel nostro Paese e' del 1968.
In virtu' di tale prospettiva, il ministero ha permesso l'abbassamento dei costi dei vaccini influenzali, e non si e' potuto esimere dall'informare sull'utilita' di una vaccinazione per gli over 65 e per i malati di malattie cronico degenerative.
Tuttavia, oggi la possibilita' che l'influenza possa determinare un pericolo per la vita e' quasi ridotta a zero. Anche se sono sempre possibili ricombinazioni geniche tra il virus dei polli con quello umano, che potrebbero accadere proprio nel momento della massima esposizione a questo virus, in inverno.
Se capitasse una pandemia influenzale di notevole aggressivita', in Italia si ammalerebbero dai 6 ai 18 milioni di persone, ad ondate diverse, e comunque il malanno si risolverebbe con qualche giorno di riposo.
In caso di ricombinazione genica tra il virus dei polli e quello umano, il nuovo virus troverebbe il nostro sistema immunitario totalmente sprovvisto di difese, ed i risultati potrebbero essere ben altri. E anche nelle migliori delle ipotesi, la preparazione di un vaccino diretto contro il nuovo ospite, non avverrebbe prima di tre settimane, quando centinaia di migliaia di individui sarebbero gia' stati colpiti, e certamente molti di essi sarebbero gia' vittime di tale circostanza.
Per questo, il centro di malattie infettive del ministero della Salute rimane vigile contro questa possibile ed infelice evenienza, che lascerebbe poche risorse ad una difesa clinica.
Giuseppe Parisi, consulente Aduc (medico chirurgo, esperto in terapie non convenzionali)
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