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DA QUANDO C'E' L'EURO I PREZZI AUMENTANO SEMPRE ALLO STESSO MODO COME CINQUE ANNI FA? SI' SECONDO L'ISTAT ..
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Comunicato 
12 agosto 2004 0:00
 

Firenze, 12 agosto 2004. L'Istat ha proprio oggi confermato i dati dell'inflazione delle citta' campione, dicendoci che i prezzi, rispetto a luglio del 2003 sono aumentati del 2,3%. Tutti reagiscono in modo incredulo o fanno finta, come i nostri ministri economici, di crederci, ma purtroppo alcuno e' in grado di contrastare questi dati: non esiste una analoga raccolta sistematica e diffusa di dati sul territorio. Ogni tanto c'e' qualche preannuncio, ma al di la' di dati parziali o indagini di mercato sulla cosiddetta inflazione percepita, non c'e' niente che possa scientificamente contrastare i dati dell'Istituto del nostro Governo. Per cui non abbiamo alternativa.
Ci resta solo da cercare di rafforzare l'incedulita' diffusa.
Abbiamo fatto un'analisi comparativa ante e post introduzione dell'euro con i dati dell'inflazione dell'Istat: abbiamo messo a confronto i 31 mesi (fino alla fine di luglio) che sono trascorsi dal 1 gennaio 2002, e i 31 mesi precedenti (fino alla meta' del 1999): un periodo gia' abbastanza lungo che ci puo' consentire di fare alcune considerazioni meno leggere su cosa e' successo nel nostro Paese, nell'ambito prezzi, dall'introduzione della nuova moneta.
Ante-euro i prezzi sono aumentati del 2,445%. Post-euro la percentuale diventa del 2,390. Quindi, incredibile ma vero, l'aumento del costo della vita e' stato minore, anche se di un modestissimo 0,055%.
Ma cosa succede, non ce ne accorgevamo prima e ora invece ce ne rendiamo conto? Qualcuno potra' pensare che siamo ancora confusi nel dare il giusto valore all'euro, per cui continuiamo a pensare con la lira, facendo la classica moltiplicazione per due, sbagliando perche' non esiste un potere d'acquisto attuale di una valuta morta due anni e mezzo fa, e per questo urliamo contro il cro-vita? Puo' darsi. Ma sta di fatto che, secondo i dati Istat, le dinamiche inflazionistiche di questo periodo post-euro sono identiche a quelle precedenti. Quindi chi, per esempio, ha scelto di non andare in vacanza o di farla piu' breve, come indicano molti dati in circolazione in questo periodo, non lo ha fatto per mancanza di denaro. Con i paragoni possiamo continuare, guardando e osservando il quotidiano di ognuno, e comunque emergerebbe sempre la stesse domanda: ma se la vita aumenta sempre nello stesso modo, perche' tutti dicono di stare peggio? Noi non azzardiamo una risposta. Ma facciamo solo rilevare che questo e' quanto emerge analizzando i dati Istat in un lungo periodo, metodo che in genere genera piu' certezza rispetto al breve. A ognuno le sue conclusioni.
Vincenzo Donvito, presidente Aduc
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