RAI: MIMUN E GIORGINO
Roma, 12 maggio 2005. Si immagini che un addetto alla comunicazione di una azienda esprima critiche (che fanno sempre bene) nei confronti del proprio direttore, non in sede interna ma pubblicamente, durante una assemblea dei rappresentanti delle imprese del settore. L'addetto, nell'ipotesi migliore, sarebbe invitato ad esprimere le proprie valutazioni nelle sedi opportune, cioe' all'interno della propria azienda e, se insistesse, non potrebbe che essere invitato a cambiare settore o lavoro o, cosa piu' probabile, sarebbe licenziato. Piu' o meno il fatto e' successo in RAI, dove il vice caporedattore Francesco Giorgino e' stato sospeso dalla conduzione del TG1 dal direttore Clemente Mimun, perche' in una intervista al giornale "Libero" ne ha criticato la direzione. Chi e' responsabile del TG1? Il direttore, ovviamente, il quale ne risponde a chi lo ha nominato. Chi non e' d'accordo puo' chiedere di essere trasferito ad altro incarico o dimettersi (quando mai!). Che la Rai sia lottizzata e' cosa nota, oggi come ieri: essenzialmente nel passato RAI 1 era appannaggio della DC, RAI 2 del PSI e RAI 3 del PCI, nel presente RAI 1 e' prerogativa di Forza Italia, RAI 2 di AN e Lega e RAI 3 dei DS. In sostanza le prime due reti sono controllate da chi governa e la terza dall'opposizione. Le nomine sono politico-partitiche, cioe' lottizzate, e questo non sembra provocare scandalo, ne' ieri, ne' oggi e non lo sara' neanche domani. Che poi si faccia informazione, che' di questo hanno bisogno i cittadini, interessa poco o punto.
Primo Mastrantoni, segretario Aduc.
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