Domenica 7 giugno 2026
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REATO DEFINIRE POLITICHE LE INDAGINI DEI PM. I POTERI DEVONO GIUDICARE SE STESSI?

Comunicato ·

Firenze, 30 Agosto 2006. Fa effetto la sentenza della Cassazione che ha confermato la condanna all'on.Vittorio Sgarbi reo di aver sostenuto che le indagini di alcuni pm erano per lui politiche: l'espressione andrebbe oltre il diritto di critica e indicherebbe un attacco alla sfera morale dei magistrati. In un mondo di conflitti di interesse che divengono normalita' (nel senso di norma e di leggi), non ci dovremmo stupire piu' di tanto. Ma non riusciamo ad abituarci all'idea di uno dei poteri dello Stato -quello giudiziario nella fattispecie- che giudica chi e come puo' attaccarlo. Siamo consapevoli che questa e' la norma, ma e' per l'appunto una norma che consente al controllore di svolgere anche le funzioni di controllato e, al di l'a della facile battuta, sta di fatto che non puo' che assolvere se stesso e condannare chi mette in discussione il proprio potere. In altri Paesi questi problemi sono molto inferiori perche', per esempio negli Usa, i magistrati devono poi rispondere ad un elettorato di comuni cittadini del loro operato. Ma in Italia, vinto il concorso di magistrato, la carriera a vita e sempre in crescita e' garantita, per cui e' piu' facile trasformarsi in corporazione e divenire -nonche' sentirsi- intoccabili.
Da oggi abbiamo una pesante conferma che e' molto pericoloso esprimere un giudizio politico sull'operato di un magistrato, perche' i colleghi di quest'ultimo e' molto probabile che correranno subito in suo soccorso.
La riforma della giustizia in questo senso, infatti, non ci sembra che sia all'ordine del giorno di Governo o dell'opposizione.

Vincenzo Donvito, presidente Aduc
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