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REFERENDUM 15 GIUGNO: E L'INFORMAZIONE? E IL DIRITTO AL VOTO?
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Comunicato 
27 maggio 2003 0:00
 

L'ADUC INVITA AD ANDARE A VOTARE
Firenze, 27 Maggio 2003. Il prossimo 15 giugno si terra' una consultazione elettorale in cui gli italiani saranno chiamati ad approvare o bocciare due referendum: sull'art.18 dello Statuto dei lavoratori e sulla servitu' coattiva di elettrodotto.
I referendum, pur se sono sostenuti da questo o quell'altro partito di tale o tal'altro schieramento, sono uno degli strumenti principe della democrazia in cui ogni elettore si puo' esprimere rispetto allo specifico contenuto: cioe' non si tratta di promesse elettorali di candidati che, una volta eletti, dovrebbero mantenere queste promesse; ma di quesiti precisi e diretti che modificano (abrogano nel caso in questione) una legge e, automaticamente, rendono operative le scelte fatte dall'elettore con il proprio voto. Un'occasione legislativa diretta che fa assaporare, partecipare e vivere il significato e la prassi di un sistema democratico. Un'occasione quindi da non sprecare, che' tornerebbe vantaggiosa per i singoli cittadini come per le specifiche istituzioni e autorita'.
Cosi', pero', non e' nel nostro Paese, dove quando c'e' una consultazione referendaria, sembra che caschi il mondo, e che venga compromesso tutto l'assetto istituzionale democratico.
Complice l'assurda norma che vuole il referendum valido solo se vi partecipa il 50%+1 degli aventi diritto al voto (norma inesistente in Paesi come Svizzera o Usa dove di referendum ne fanno decine e decine ogni anno . e l'assetto istituzionale e' solo rafforzato dall'uso di questo strumento), ecco che il fior fiore dei protagonisti della politica e di chi ci governa o vorrebbe governarci,si scatena nell'invito a disertare le urne. Non solo, ma anche tutti coloro che dovrebbero vigilare perche' l'informazione pubblica sia garantita e diffusa, per l'occasione hanno muri davanti ai loro occhi e davanti alle loro bocche.
Per noi che difendiamo e cerchiamo di affermare ogni strumento di partecipazione e decisione, e perche' siano strumenti anche decisivi e non solo indicativi, gli appelli alla non-partecipazione (specialmente da chi riveste incarichi istituzionali) ci sembrano una sorta di boicottaggio del nostro stesso sistema. Perche' avere i diritti e vedersi invitati a non esercitarli, e' decisamente frustrante.
La norma che stabilisce il quorum per la validita' della consultazione da' un doppio potere a chi non vuole l'abrogazione delle specifiche norme, ma a quale prezzo? Pagato da chi e per cosa? Con quali risvolti? Sicuramente quello della disaffezione nei meccanismi della democrazia e, piu' in generale, nelle istituzioni. E per noi e' piu' che sufficiente per invitare ognuno a recarsi al voto: votando no, votando si', lasciando le schede in bianco, scrivendoci sopra gli improperi o le battute piu' esilaranti . ma recandosi al voto. Perche' prevalgano le ragioni di una maggioranza e non quelle della disaffezione.
Una vittoria in questo senso (il raggiungimento del quorum) e' una importante ipoteca su tutti gli strumenti per l'affermazione dei diritti degli individui e dei cittadini.
Vincenzo Donvito, presidente Aduc
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