Domenica 7 giugno 2026
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REFERENDUM ED ELEZIONI. CHE FINE HA FATTO L'ELECTION DAY?

Comunicato ·

Roma, 19 Gennaio 2005. E' indubbiamente una scelta di buon senso far coincidere le date degli appuntamenti elettorali: si risparmia e ai cittadini si evitano ritorni alle urne. L'election day e' il giorno in cui si concentrano le elezioni; e' stato sponsorizzato da tutte le parti politiche che, guarda caso, l'hanno dimenticato per i prossimi appuntamenti: le elezioni regionali, locali e i referendum sulla legge per la (non)procreazione assistita. Dopo aver dichiarato per anni che il cittadino non puo' essere tormentato con ripetute chiamate ai seggi elettorali e che occorre razionalizzare la spesa, la nostra classe politica sembra affetta da un improvviso crollo di memoria: oggi vuole tenere distinte le date per le elezioni da quella di indizione dei referendum. Se non facciamo male i calcoli una tornata referendaria costa circa 400 milioni di euro (circa 775 miliardi di lire) ai quali vanno aggiunti i costi per le mancate prestazioni degli insegnanti e del personale della scuola. Le aule scolastiche rimarranno chiuse per le elezioni regionali e dopo 15 giorni per le elezioni locali a doppio turno e, di nuovo, per i referendum. Uno spreco di risorse e di energie senza pari! Ma di questo la nostra classe politica e le gerarchie ecclesiastiche non se ne curano; a torto, ovviamente, perche' sollecitare la disaffezione ha effetti disastrosi.
Primo Mastrantoni, segretario Aduc
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