REGIONE LAZIO E TICKET SUI FARMACI. NO DELL'ADUC
Roma, 15 Dicembre 2006. "Bisogna eliminare il ticket sui farmaci, dimostratosi non solo iniquo ma anche inefficace come strumento di dissuasione dal consumo che come mezzo per reperire risorse". E' quanto sta scritto nel manifesto politico-programmatico dell'attuale coalizione di centro sinistra della Regione Lazio, in occasione delle elezioni regionali dell'aprile scorso.
Oggi la Regione ha deciso di reintrodurre i ticket sui farmaci. Quindi, la Regione Lazio ha assunto una decisione non solo "iniqua" ma anche "inefficace" al fine del contenimento dei costi. Della serie o ci fanno o ci sono.
I ticket non guariscono i mali della sanita', ne' in Italia, ne' all'estero, scriveva Massimo Gaggi sul Corriere della Sera dell'8 Dicembre scorso. Gia', ma come si fa a contenere la spesa per i farmaci che nel Lazio e' arrivata al 18% della spesa sanitaria? Occorre guardare oltre la forbice che taglia e che da' risultati piuttosto marginali. Se e' vero che la popolazione invecchia, allora e' altrettanto evidente che nella sanita' c'e' una buona parte del futuro della nostra societa'. Che fare? Tre cose:
* controllare la produttivita' delle strutture sanitarie;
* scegliere manager professionalmente qualificati;
* garantire la trasparenza dei procedimenti amministrativi.
Ci sembra che questi elementi non siano stati presi in considerazione nell'attuale e nel precedente governo regionale.
In principio erano le mutue, poi ci fu la riforma con la istituzione del Servizio sanitario nazionale (1988), poi la trasformazione delle Usl in Aziende sanitarie (1992) che dovevano essere gestite da manager, con criteri economici comparabili a quelli utilizzati dalle aziende private. La riforma e' fallita perche' i nostri amministratori non hanno voluto mettere gli interessi dei pazienti al centro del sistema sanitario, reintroducendo meccanismi clientelari. Ora si cerca di svuotare il mare con il secchiello. Operazione "inefficace", appunto. Lazio docet.
Primo Mastrantoni, segretario Aduc
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