Giovedì 4 giugno 2026
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RELAZIONE AUTORITA' TLC. SENZA LA DISMISSIONE DELLA POSIZIONE DOMINANTE DI TELECOMITALIA NON SI VA DA NESSUNA PARTE. ANZI!

Comunicato ·

Firenze, 21 Luglio 2005. Il presidente dell'Autorita' per le Comunicazioni, Corrado Calabro', ha tenuto la sua relazione davanti al Parlamento, e tra l'altro, ha messo due dita su due piaghe, senza dire pero' quale sara' la cura e i tempi della stessa. Stiamo parlando della diminuzione delle tariffe telefoniche e della tutela dei consumatori dalle politiche "aggressive" (cosi' le ha definite Calabro') dei gestori.
L'aspetto positivo e' che quantomeno c'e' una presa d'atto del discutibile comportamento dei gestori nel vendere e confezionare i loro prodotti, nonche' della poca trasparenza che li caratterizza. Un denuncia che stiamo facendo da anni e che, allo stato dei fatti, non e' servita a nulla. La situazione si e' sempre piu' deteriorata e il contenzioso e' cresciuto in modo esponenziale, con strumenti sempre piu' difficili per risolverlo. Si pensi all'istituzione delle camere obbligatorie di conciliazione dei Corecom regionali (li' dove funzionano): di fatto un ostacolo alle possibili soluzioni, perche' i gestori spesso non si presentano e quando lo fanno conciliano solo di fronte a smaccati ed evidenti loro torti; inoltre l'ubicazione di queste camere solo nel capoluogo della regione, le rende poco accessibili agli utenti che abitano lontano e che, in alternativa, potrebbero usufruire di analoghi servizi presso le locali camere di commercio o presso gli uffici dei giudici di pace.
In questo contesto, l'indicazione del metodo e una scaletta di scadenze sarebbe stata quantomeno incoraggiante. Ma il presidente dell'Autorita' non l'ha fatto, e crediamo perche', allo stato, stia solo prendendo atto di questo marasma di fregature e truffe.
Riguardo alle tariffe, Calabro' ha ricordato che sono calate del 14% nel periodo 1998-2004, e speriamo sia consapevole che si tratta di una percentuale risicata rispetto all'esplosione di questo prodotto in Italia e nel mondo. Inoltre, nonostante abbia accennato al fatto che Telecom rimane dominante, nulla ha detto su come intervenire perche' cio' non continui.
Perche' se "l'avvio di una seconda fase della liberalizzazione, improntata ad una accelerata diffusione dei nuovi servizi a larga banda con riduzione dei prezzi e con sviluppo delle piattaforme di rete da parte degli operatori alternativi" (sue parole testuali) non si basa su uno smantellamento di tutto cio' che favorisce il perdurare della posizione dominante di Telecom, a nostro avviso e' una crescita che si porta in se' il bubbone della sua limitazione e della sua autodistruzione.
Infatti, se il metodo per far calare le tariffe -come nei giorni scorso Calabro' stesso ha fatto- e' quello di imporre le diminuzioni, l'attrattiva imprenditoriale del settore scemera', meno gestori si faranno avanti, si favoriranno le aggregazioni/acquisizioni (come sta gia' avvenendo ora) e il mercato rimarra' sempre piu' in mano a pochi gestori: cioe' il contrario di quella concorrenza e dinamicita' grazie alla quale si genera economicita' delle offerte e qualita' delle stesse. In questo contesto, il fatto che Telecom continui ad essere il gestore della rete e affitti ai suoi concorrenti la stessa, e' il bubbone centrale, che se non viene risolto continuera' a compromettere tutto: il boicottaggio sistematico, dalla richiesta di allaccio a quando ci sono problemi tecnici, di tutti coloro che non sono clienti Telecom, e' una drammatica quotidianita', pagata ovviamente dai consumatori finali.
Vincenzo Donvito, presidente Aduc
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