Lunedì 8 giugno 2026
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RELAZIONE GARANTE TLC. LE OMISSIONI O LE VERGOGNE?

Comunicato ·

Firenze, 9 luglio 2004. Nella sua relazione al Parlamento, il prof. Enzo Cheli, presidente dell'Autorita' per le garanzie nelle comunicazioni, ha descritto non poche realta' positive sull'andamento del processo di liberalizzazione del settore di cui lui e' Garante -e gliene siamo grati perche' molto e' accaduto grazie anche alla sua conduzione dell'Autorita'- ma ha sorvolato su due dei principali ostacoli al raggiungimento di una concorrenza, a tutti gli effetti tale: il ruolo dominante dell'operatore pubblico radiotelevisivo e il procedere della liberalizzazione dell'ultimo miglio della telefonia fissa.
Se si tratti, da parte del prof.Cheli, di omissioni o vergogna del livello a cui siamo, non lo sappiamo. Ognuno giudichi secondo il suo parametro. Noi ci limitiamo a rilevare questa gigantesca carenza verso alcune delle chiavi piu' determinanti del nostro sistema di telecomunicazioni.
Il sistema pubblico radiotelevisivo di informazione continua imperterrito ad essere protetto nel dispregio di qualunque minimo dettame relativo a concorrenza e mercato. Pagato in buona parte con una tassa assurda sul possesso di un apparecchio televisore, anche da chi non ne consuma i suoi servizi, e nonostante una pronuncia referendaria che ne ha chiesto la privatizzazione, e' il responsabile di un mercato praticamente duopolista (Rai-Mediaset), che non lascia spazio, specialmente per gli introiti pubblicitari, concentrati nei duopolisti per l'86,5% del mercato. Il prof.Cheli ha si' denunciato questo duopolio per le sue responsabilita', ma si e' ben guardato da individuare l'origine della sua formazione, indicando magari che l'uscita dello Stato dalla Rai potrebbe essere una soluzione, quantomeno da sperimentare.
Sulla liberalizzazione dell'ultimo miglio della telefonia fissa
, il Garante ha glissato con un "ancorche' limitato, ma piu' veloce che nel resto d'Europa". Non pronunciandosi sull'assurdita' che la gestione di questo ultimo miglio debba continuare ad essere affidata al principale attore del mercato (Telecom) che, in questo modo, decide ed amministra le sorti dei suoi stessi concorrenti. E, di conseguenza, non rilevando che e' proprio grazie a questo assetto gestionale che sussiste cio' che lui stesso ha definito "ancorche' limitato": quale interesse dovrebbe avere la Telecom a favorire i suoi concorrenti?
A nostro avviso, se non si affrontano questi due temi in modo radicale, l'ambiguita' del nostro processo di liberalizzazione portera' lo stesso al suo fallimento.
Vincenzo Donvito, presidente Aduc
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