Giovedì 4 giugno 2026
Menu

RIFORMA CODICE DELLA STRADA: VERSO LA FINE DEI RICORSI?

Comunicato ·

Firenze, 23 Luglio 2003. Tra le tante novita' del decreto legge sul codice della strada che ora e' in discussione alla commissione Lavori Pubblici del Senato e che dovra' essere convertito in legge entro il 29 agosto, ce n'e' una che praticamente rende quasi impossibile il ricorso al giudice di pace contro le infrazioni che si ritengono errate. Si stabilisce che per fare ricorso a questo giudice bisogna pagare una somma pari alla meta' del massimo della sanzione che si intende contestare. Mentre nulla del genere e' previsto per chi presenta ricorso al Prefetto.
Crediamo che sia una pessima soluzione che marcia solo su un percorso di vanifica del ricorso dei cittadini agli strumenti di "giustizia veloce" ed economica. Con il conseguente aumento di sfiducia dei cittadini verso le istituzioni e, nello specifico, il consolidamento dell'opinione che la sanzione, piu' che una multa per aver commesso un'infrazione, sia stata comminata "perche' questa volta sono stato fregato": in un clima di guerra tra amministratori e amministrati, dove questi ultimi vedono ridursi gli spazi di rivalsa legale, va da se' che l'allontanamento dalle istituzioni sia una logica conseguenza.
Guardano nello specifico questo provvedimento, ci sembra anche che sia violato l'art.24 della Costituzione, che tutela il diritto "di agire in giudizio per la tutela di interessi legittimi", con l'aggiunta che, al terzo comma sempre di questo articolo, si dice che lo Stato deve assicurare la difesa dei non abbienti (e non ci sembra che sia previsto chissa' quale meccanismo per far si' che, chi non ha la somma necessaria, possa ugualmente ricorrere).
Ma la beffa non finisce qui.
E' evidente che si vuole scoraggiare l'uso del giudice di pace e incoraggiare il ricorso al Prefetto. Dove quest'ultimo non imbastisce una causa come il giudice, ma si limita alla verifica degli elementi in possesso di chi ha comminato la multa, e, tranne ovviamente evidenze indiscutibili, boccia il ricorso raddoppiando la sanzione (raddoppio che il giudice, quando il ricorrente ha torto, non fa quasi mai).
Ci viene il dubbio se il legislatore, nello specifico, abbia intenzione di rendere la giustizia piu' semplice, piu' economica, piu' veloce, meno burocratica, o voglia semplicemente stabilire una sorta di potere insindacabile degli accertatori delle infrazioni .. facendo venire meno non poche certezze del diritto e delle istituzioni.
Auspicando che cio' non sia confermato dal Senato, ci siamo permessi -da attori e fruitori quotidiani di questi strumenti di ricorso- di inviare queste riflessioni ai componenti della Commissione Lavori Pubblici del Senato, perche' ne facciano tesoro.
Vincenzo Donvito, presidente Aduc
ADUC è indipendente
Nessun finanziamento pubblico né pubblicità. Solo le donazioni ci rendono liberi.
Sostienici →