Giovedì 4 giugno 2026
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Riforma del mercato del lavoro. Diritti e costi

Comunicato · Primo Mastrantoni ·
 Siamo messi male. La disoccupazione e' al 9,2%, il massimo dal 2004, l'economia e' piatta da 15 anni, quest'anno siamo in recessione, il debito e' al 120% del Pil. In questa situazione, i timidi tentativi di liberalizzazione vengono osteggiati da quasi tutti i parlamentari, preoccupati del proprio elettorato, cioe' della propria poltrona. Per anni si sono privatizzati i profitti e socializzate le perdite, la spesa pubblica, spesso, e' stata indirizzata verso grandi imprese molto furbe. Il sindacato fa la sua parte. La discussione in atto sulla cassa integrazione straordinaria mostra i suoi limiti (si ottiene per padrinaggio politico) e incentiva gli occupati-disoccupati, che finiscono sul mercato del lavoro nero. Piu' che tutelare il posto di lavoro occorrerebbe tutelare il lavoratore; questo concetto, ormai acquisito nell'Europa del Nord, non riesce ad entrare nella testa dei nostri sindacati. Produrre automobili in Italia che costano mille euro in piu' dell'equivalente prodotta in Polonia ha come conseguenze il fallimento dell'impresa produttrice o l'intervento dello Stato con la cassa integrazione straordinaria. Ricordiamo che per salvare l'Italianita' dell'Alitalia si e' concordata una cassa integrazione di ben sette anni. Cosi' non regge. I sindacati dovrebbero capirlo.
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