RIMBORSI DISSERVIZI AEREI. ALITALIA COME BRITISH AIRWAYS?
Firenze, 5 Agosto 2003. La notizia sta facendo il giro del mondo: British Airways rimborsera' con un buono da 80 Lst (circa 114 euro) i passeggeri dei suoi voli che durante il mese di luglio hanno dovuto subire disagi a causa di improvvise agitazioni sindacali. Si dice che la British potrebbe spendere fino a 10 milioni di euro, ma la compagnia britannica non demorde, perche' alla sua reputazione ci tiene. Trattandosi di agitazioni non previste e improvvise, si comprende anche la filosofia economica e contrattualistica che sta alla base, perche' per gli scioperi fatti secondo le leggi e il codice di comportamento che le organizzazioni sindacali hanno, il passeggero e' avvisato e puo' provvedere a tempo ad organizzarsi per non subire disagi.
Ci viene in mente una situazione nostrana di disagio senza preavviso: quando i primi giorni del mese di giugno scorso, gli assistenti di volo Alitalia, con falsi certificati medici che certificavano una sorta di epidemia di massa, restarono a casa, costringendo il vettore nazionale ad annullare non pochi voli proprio mentre i passeggeri stavano per imbarcarsi. La questione non e' stata ancora risolta dal punto di vista sindacale e giudiziale, ma il danno c'e' stato, e come al solito lo ha pagato chi, dovendo usufruire di un servizio, invece ha solo perso tempo e denaro, cioe' il consumatore.
Una buona ragione per cui sollecitiamo l'Alitalia a fare tesoro del comportamento della British Airways, ed a procedere con altrettanta solerzia a rimborsare i passeggeri che in quei giorni furono vittime dell'incivilta' dei controllori di volo.
Sicuramente un costo per il nostro vettore, ma che potrebbe essere recuperato in sede di contenzioso, facendolo pagare a quei controllori di volo che quei giorni, pur avendo siglato le regole del gioco e del lavoro, abusando dei consumatori, le violarono.
Aspettiamo fiduciosi.
Vincenzo Donvito, presidente Aduc
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