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Roma Capitale. I rifiuti, la Raggi e Alice nel Paese delle Meraviglie
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Comunicato di Primo Mastrantoni
19 settembre 2019 9:59
 
 Le avventure di "Alice nel Paese delle Meraviglie" è un romanzo, scritto dal matematico e scrittore inglese Charles Lutwidge Dodgson (noto con lo pseudonimo Lewis Carroll) nel 1865, che ha avuto successo e numerose trasposizioni cinematografiche e televisive.

Il romanzo narra di una ragazza, di nome Alice, che cade in una tana di coniglio e si ritrova in un mondo fantastico popolato da strane creature antropomorfe che hanno, cioè, caratteristiche umane.
Il romanzo di Alice è un genere letterario fatto di paradossi, di assurdità e di nonsensi.

Ci è venuto in mente questo mondo di nonsensi, perché la sindaca di Roma, Virginia Raggi, come Alice, deve essere caduta nella buca sotterranea dei leporidi, infatti, non riesce a capacitarsi come mai i gestori di impianti di rifiuti, in diverse regioni d'Italia, non accettano la mondezza romana, sicchè la Capitale d'Italia è sommersa dal pattume. 
"Tutto ciò è inaccettabile", dichiara indignata la Raggi.

La sindaca deve vivere nel mondo fantastico di Alice, perché non riesce a capire il diniego a ricevere i rifiuti prodotti nella città che governa.

Sono più di 3 anni che la Raggi è stata eletta e in questi anni il problema rifiuti non è stato risolto: non ha indetto una gara europea per la gestione integrale dei rifiuti, non vuole i termovalorizatori e discariche, ma pretende di usare quelli di altre Regioni e Stati europei.

Insomma, per la sindaca Raggi il motto è: i rifiuti li produciamo noi, ma ve li prendete voi.

E' un mondo fantastico quello di Virginia/Alice dove il nonsenso regna sovrano e la realtà si concretizza in cumuli di "monnezza" accatastati nelle strade romane.
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