Venerdì 5 giugno 2026
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ROTTE AEREE E MONOPOLIO. ANCORA VIVO E VEGETO LI' DOVE C'E' IL GRANDE BUSINESS

Comunicato ·

Firenze, 29 Dicembre 2003. Sui voli nazionali si dice che ci sia la deregolamentazione, cioe' un mercato in aperta concorrenza dove il consumatore possa scegliere il servizio che piu' sembra corrispondente alle sue esigenze qualitative, di orario ed economiche.
E cosi' e' in parte su alcune rotte. Per l'appunto alcune. Perche' li' dove c'e' il business, cioe' il grande traffico, il diritto di scelta del consumatore va a ramengo. E di conseguenza va a ramengo il mercato, la concorrenza, le migliori offerte, il maggior servizio e la maggiore qualita'.
Stiamo parlando del rinnovo, per il 2004, dell'assegnazione delle rotte aeree fra i tre aeroporti della Sardegna (Alghero, Cagliari e Olbia) e le citta' di Milano e Roma. Alitalia continuera' a servire la rotta tra Roma e Cagliari, cosi' come Airone continuera' sul Cagliari/Milano, Alghero/Milano e Roma, e Meridiana il collegamento con Olbia. A differenza degli anni precedenti, rispetto alla legge sulla continuita' territoriale non avranno i contributi dello Stato previsti nel primo biennio di questa legge. Ma avranno la garanzia che su quella rotta non dovranno accaparrarsi i passeggeri a suon di offerte e qualita', ma solo grazie alla capacita' delle carte bollate che hanno presentato.
Sia chiaro che noi non abbiamo nulla contro queste compagnie aeree che, per svolgere un servizio ed essere sul "mercato" devono giustamente prendere quello che viene loro offerto. Ma e' proprio questa offerta di monopolio che, invece, e' quanto di piu' indesiderato e dannoso possa esistere. Danni che non sono solo per i viaggiatori, ma anche, nel lungo tempo, anche per gli stessi vettori, che quando dovranno passare ad una sistema di concorrenza (che e' inevitabile che arrivi), non potranno che annaspare economicamente e far risentire tutti (consumatori e loro lavoratori) di queste scelte odierne. Con la conseguenza che lo Stato dovra' ancora intervenire, in un circolo vizioso che non vedra' mai la fine della presenza economica dello Stato. E dove, a risentirne continuera' ad essere solo il consumatore.
Vincenzo Donvito, presidente Aduc
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