Rsa - residenze sanitarie assistenziali. Il Comune di Firenze ha in tasca 28 milioni di euro illegittimamente presi dai parenti dei degenti. Bisogna farglieli restituire!! I risvolti legislativi
"Avvocato, si sta sbagliando, le cose non stanno come dice lei, l'assistente sociale non puo' averci detto una bugia". Questo mi dicevano i parenti di alcuni degenti di Rsa che si erano visti richiedere dal Comune, anche con indagini intrusive della propria privacy, i pagamenti per le degenze dei propri cari. "No- gli ho sempre risposto- l'assistente sociale non ha detto una bugia, ha solo applicato il regolamento. Un regolamento che illegittimamente va a pescare nelle tasche delle persone".
A fronte dei singoli drammi, la pubblica autorita', quando chiamata al confronto, ha solo mostrato violenza e arroganza. Il presidente della societa' della salute della Valdera (Pisa), Renato Lemmi, in un recente pubblico confronto, ad una nostra contestazione sulla illegittimita' del loro regolamento, cosi' replicava: "Avvocato, ma lei ha mai fatto una causa contro un comune della Valdera?". "No". "Ecco, allora finche' non c'e' una sentenza che ci condanna il nostro regolamento e' legittimo". Innegabile indice della diffusione istituzionale di una cultura dell'illegalita'.
Questa la situazione che ha indotto alcuni utenti del servizio sanitario a rivolgersi all'Aduc e grazie ai quali abbiamo proceduto provocando la sentenza del Tar della Toscana che ci ha dato ragione contro il Comune di Firenze (1).
Ora, pero', e' il momento di passare dai tribunali alle leggi!!
Non e' un caso che della legge regionale toscana in corso di approvazione si sia sentita "l'esigenza" proprio quando e' iniziata la prima causa davanti al Tar della Toscana. Prima nessuno sapeva nulla, i cittadini si fidavano dei servizi sociali e non indagavano piu' di tanto. Ora, con possibili ricorsi a pioggia come conseguenza, le acque si smuovono.
La proposta di legge regionale Toscana, pensata da Vinicio Biagi (neo direttore del Dipartimento regionale di Sanita'), e' in corso di approvazione, ma anch'essa e' illegittima: prevede la compartecipazione economica dei parenti alla retta del degente. Bisogna intervenire perche' non sia approvata in questi termini, anche perche', contro una legge regionale non si puo' fare ricorso al Tar ma solo alla Corte Costituzionale, e tutto diventa piu' difficile e complicato.
La sentenza del TAR Toscana ha suscitato reazioni di plauso, in cui tutti si prendono il merito di aver denunciato il problema da anni, come fa Rifondazione Comunista che -ne prendiamo atto- ha cambiato idea rispetto al progetto di legge dell'ex-ministro Paolo Ferrero (in quota Prc nel precedente Governo Prodi) con cui si voleva legittimare l'odierno illegittimo prelievo dei Comuni.
Alcuni, inoltre, evidenziano le difficolta' economiche dei Comuni che, gia' alle prese con i tagli decisi dal Governo alla finanza locale, metteranno meno posti letto a disposizione degli anziani. Non e' proprio cosi'. I Comuni, come quello di Firenze, devono solo decidere come reperire i fondi. Palazzo Vecchio deve decidere se pagare le rette per gli anziani o continuare ad organizzare in modo pantagruelico un'Estate fiorentina che, come quest'anno, fa "flop"; deve decidere se pagare queste rette o continuare a spendere soldi per la costruzione di parcheggi perennemente vuoti -e quindi inutili- come piazza Alberti (2). E' solo questione di scelte, di oculatezza nelle stesse e di priorita'.
Il senso della nostra battaglia e' nel rispetto della legalita': se c'e' una legge, va rispettata. Nel caso, sara' il legislatore nazionale a modificare l'attuale legge e decidere che per questo Paese gli anziani non sono poi cosi' importanti.
Per chi vuole avviare le procedure per i rimborsi di quanto richiesto illegittimamente, trova qui tutte le indicazioni: clicca qui
Qui una riflessione sulla situazione dopo la sentenza del Tar:
clicca qui
(1) clicca qui
(2) in merito l'Aduc ha presentato un esposto alla Corte dei Conti:
clicca qui
A fronte dei singoli drammi, la pubblica autorita', quando chiamata al confronto, ha solo mostrato violenza e arroganza. Il presidente della societa' della salute della Valdera (Pisa), Renato Lemmi, in un recente pubblico confronto, ad una nostra contestazione sulla illegittimita' del loro regolamento, cosi' replicava: "Avvocato, ma lei ha mai fatto una causa contro un comune della Valdera?". "No". "Ecco, allora finche' non c'e' una sentenza che ci condanna il nostro regolamento e' legittimo". Innegabile indice della diffusione istituzionale di una cultura dell'illegalita'.
Questa la situazione che ha indotto alcuni utenti del servizio sanitario a rivolgersi all'Aduc e grazie ai quali abbiamo proceduto provocando la sentenza del Tar della Toscana che ci ha dato ragione contro il Comune di Firenze (1).
Ora, pero', e' il momento di passare dai tribunali alle leggi!!
Non e' un caso che della legge regionale toscana in corso di approvazione si sia sentita "l'esigenza" proprio quando e' iniziata la prima causa davanti al Tar della Toscana. Prima nessuno sapeva nulla, i cittadini si fidavano dei servizi sociali e non indagavano piu' di tanto. Ora, con possibili ricorsi a pioggia come conseguenza, le acque si smuovono.
La proposta di legge regionale Toscana, pensata da Vinicio Biagi (neo direttore del Dipartimento regionale di Sanita'), e' in corso di approvazione, ma anch'essa e' illegittima: prevede la compartecipazione economica dei parenti alla retta del degente. Bisogna intervenire perche' non sia approvata in questi termini, anche perche', contro una legge regionale non si puo' fare ricorso al Tar ma solo alla Corte Costituzionale, e tutto diventa piu' difficile e complicato.
La sentenza del TAR Toscana ha suscitato reazioni di plauso, in cui tutti si prendono il merito di aver denunciato il problema da anni, come fa Rifondazione Comunista che -ne prendiamo atto- ha cambiato idea rispetto al progetto di legge dell'ex-ministro Paolo Ferrero (in quota Prc nel precedente Governo Prodi) con cui si voleva legittimare l'odierno illegittimo prelievo dei Comuni.
Alcuni, inoltre, evidenziano le difficolta' economiche dei Comuni che, gia' alle prese con i tagli decisi dal Governo alla finanza locale, metteranno meno posti letto a disposizione degli anziani. Non e' proprio cosi'. I Comuni, come quello di Firenze, devono solo decidere come reperire i fondi. Palazzo Vecchio deve decidere se pagare le rette per gli anziani o continuare ad organizzare in modo pantagruelico un'Estate fiorentina che, come quest'anno, fa "flop"; deve decidere se pagare queste rette o continuare a spendere soldi per la costruzione di parcheggi perennemente vuoti -e quindi inutili- come piazza Alberti (2). E' solo questione di scelte, di oculatezza nelle stesse e di priorita'.
Il senso della nostra battaglia e' nel rispetto della legalita': se c'e' una legge, va rispettata. Nel caso, sara' il legislatore nazionale a modificare l'attuale legge e decidere che per questo Paese gli anziani non sono poi cosi' importanti.
Per chi vuole avviare le procedure per i rimborsi di quanto richiesto illegittimamente, trova qui tutte le indicazioni: clicca qui
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(2) in merito l'Aduc ha presentato un esposto alla Corte dei Conti:
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