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SACCHETTI DI PLASTICA: NON SONO GRATUITI
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Comunicato 
16 dicembre 2002 0:00
 
Roma, 16 dicembre 2002. I sacchetti di plastica possono essere venduti da supermercati e negozi.
La notizia di una legge -dichiara Primo Mastrantoni, segretario dell'Aduc- di abolizione del costo del sacchetto non esiste. L'informazione errata, che ha generato una serie di contestazioni tra consumatori e negozianti, e' generata da un equivoco che vogliamo definitivamente chiarire.
Dal 1 gennaio del 1997 il decreto legislativo n.22 sui rifiuti ha abolito la tassa sul materiale utilizzato per la fabbricazione dei sacchetti, ma non ha abolito il costo dei sacchetti che il commerciante puo' addebitare al consumatore (decreto ministeriale 14.1.72). Semmai il prezzo puo' essere diminuito del 10%, perche' tale era la tassa gravante sulla busta, ma non c'e' nessun obbligo per il venditore di effettuare questo sconto ne' di fornire gratuitamente il sacchetto di plastica. L'altra questione, la pubblicita' del supermercato riportata sul "contenitore da asporto", che suscita le risentite proteste del consumatore, rientra nel diritto dell'esercente di pubblicizzare la propria merce. Il consumatore puo' solo decidere di non acquistare il sacchetto ed evitare di fare pubblicita'. Analoga situazione si ha con tutti i logo, dalle automobili alle camice, alle scarpe ai frigoriferi e cosi' via. Nessuno chiede di togliere il logo-coccodrillo dalle magliette della Lacoste, anzi possederlo e' motivo di vanto! Perche' mai dovrebbe farlo il gestore di un grande magazzino?
Il consumatore che non vuole pagare la busta di plastica e fare pubblicita' ad un supermarket ha una opzione fondamentale: utilizzare il proprio carrello della spesa. Si inquina e ci si accapiglia di meno.
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