SANATORIA EDILIZIA: NO, PER STATO E COMUNI
Roma, 15 ottobre 2004. Siamo contrari a deroghe, proroghe e condoni. L'abbiamo sempre sostenuto perche' riteniamo che costituiscano un vulnus allo stato di diritto. Si premiano i furbi a scapito di quei cittadini che ritengono legge un obbligo da rispettare. Siamo quindi contrari alla sanatoria edilizia in discussione al Parlamento, sostenuta dalla maggioranza di centro-destra. Alcune considerazioni vanno pero' fatte. Chi e' il titolare primo del controllo del territorio? I comuni, cioe' i sindaci. Come mai costoro hanno consentito che si devastasse un'area sotto il loro controllo? Perche' non sono intervenuti? Buona parte dei municipi sono guidati da maggioranze che fanno riferimento al centro-sinistra. Non ci risulta una mobilitazione nazionale per far rispettare la legge anche in ambito comunale. Ricordiamo che il primo condono edilizio, quello del 1985, fu sostenuto dal sindaco comunista di Vittoria (Sicilia), successivamente eletto in Parlamento. Ricordiamo ancora che la Repubblica Italiana ha partecipato finanziariamente a una ricorrenza religiosa chiamata Giubileo (circa 6mila miliardi di lire per quello del 2000). Giubileo significa remissione dei debiti ovvero annullamento degli obblighi. Evidentemente sta bene cosi', anche per le sanatorie edilizie.
Noi non siamo d'accordo.
Primo Mastrantoni, segretario Aduc
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