SCIOPERO ALITALIA. I CONSUMATORI PAGANO ALLA FINE PER TUTTI. GLI SCIOPERANTI SI FANNO MALE DUE VOLTE
Firenze, 28 aprile 2004. Sciopero senza preavviso da parte dei dipendenti dell'Alitalia, con voli che non partono, viaggiatori in coda, informazioni inesistenti, appuntamenti saltati e, ovviamente, visto che stiamo parlando del quantitativamente piu' importante vettore italiano, un sistema di trasporto aereo incapace di far fronte alla situazione con riprotezioni o altri istradamenti.
Morale della favola? A pagare sono quelli dell'anello finale, cioe' i consumatori, coloro che avrebbero dovuto usufruire del servizio e che se lo sono visto negare senza preavviso. Che e' quanto stabilisce la legge per qualunque forma di sciopero, si' che ognuno possa organizzarsi e non debbano gli incolpevoli pagare per gli interessi degli scioperanti. Legge che ci sembra debba essere applicata anche oggi, facendone pagare le conseguenze a chi di dovere per averla violata.
A cosa serve questo sciopero? A creare danno ad una delle parti in gioco, in questo caso l'azienda. Ma messi in opera cosi' come e' stato fatto oggi si alimenta solo il vero e proprio odio di coloro che ne vengono coinvolti a forza e con violenza. Se i lavoratori dell'Alitalia volevano ottenere qualcosa, sappiano che hanno fallito, a nostro avviso su entrambi i fronti: quello aziendale e quello dell'informazione.
Nel primo caso perche' crediamo che se c'e' un pessimo metodo per aiutare la propria azienda in difficolta', e' proprio quello di crearle ulteriori difficolta'.
Nel secondo caso perche', se lo sciopero si fa anche ed essenzialmente per dare pubblica notizia di come si viene trattati dal proprio datore di lavoro, messo in atto in questi termini l'unica notizia che trapela e' quella di chi e' stato lasciato a terra senza alcun preavviso, e il conseguente odio di cui sopra.
Bel risultato: se lo scopo era farsi male due volte, i dipendenti in sciopero hanno centrato il loro obiettivo.
E sara' ancora cosi' se non si prendera' nella dovuta considerazione che i consumatori non possono continuare ad essere le principali vittime degli scioperi. Ma solo guadagnando la loro simpatia e solidarieta' si potra' fare civilmente pressione nei confronti della propria azienda.
Vincenzo Donvito, presidente Aduc
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