SCIOPERO DEI FERROVIERI. LE POSSIBILITA' DI NON ARRECARE DANNI AGLI UTENTI CI SONO, PERCHE' NON UTILIZZARLE?
Firenze, 19 aprile 2005. Il 20 e 21 aprile i ferrovieri scioperano "per il rilancio delle Fs" come si puo' leggere nei loro volantini oggi distribuiti agli utenti, soprattutto pendolari, che, numerosi come in tutti i giorni feriali, affollano le carrozze a mo' di carro bestiame.
A questi utenti che pagano per un disservizio continuo i ferrovieri, dopo aver elencato le motivazioni che li spingono allo sciopero (degrado, mancanza di sicurezza e di puntualita', difesa del patrimonio professionale e altre rivendicazioni specifiche della categoria. condivisibili o meno poco importa), chiedono: "Cittadini, Utenti! Questo sciopero ha bisogno della vostra solidarieta'. Ferrovieri e utenti, uniti per fermare lo sfascio delle ferrovie".
A noi c'e' qualcosa che non ci torna, perche', grazie a questo sciopero non poche persone non potranno prendere il treno perdendo soldi, impegni e appuntamenti. E sono proprio quegli utenti a cui i ferrovieri chiedono solidarieta', che in teoria dovrebbe essere come la carita', cioe' la fa chi decide di farla. Ma qui c'e' poco da decidere, perche' gli utenti del servizio ferroviario nei giorni dello sciopero saranno costretti ad essere solidali. E dove non c'e' liberta' di scelta, a nostro avviso, c'e' solo sopraffazione e diritti calpestati.
Ci domandiamo perche', se chiedere la solidarieta' agli utenti, oltre che una moda del momento (con le parole utenti e consumatori si sciacquano la bocca in molti, sindacati compresi) e' una necessita', perche' non si fa in modo che i presunti alleati non debbano esserlo a partire dalla condizione di vittime, come nel caso di chi subisce lo sciopero?
Per esempio, se la controparte dei ferrovieri e' il gestore delle ferrovie, perche' non si fanno iniziative per creare danni solo a questo gestore, come lo sciopero delle biglietterie e dei controllori? E sui convogli viaggianti fare propaganda delle proprie richieste sindacali (e non solo), magari anche raccogliendo contributi volontari per pagare le giornate di lavoro perse da coloro che, grazie allo sciopero, stanno rimettendoci per il bene del lavoro dei loro colleghi e per il miglioramento della qualita' del servizio? Forse e' troppo civile ed e' meglio la classica "caciara", magari anche con qualche corteo che blocchi un po' di traffico urbano nelle citta'?
Crediamo che se sindacati e lavoratori non attueranno questo salto di qualita' dei loro metodi di rivendicazione e protesta, invece che cementificare il loro rapporto con gli utenti, lo spaccheranno sempre di piu', trovandoseli contro cosi' com'e' con il loro datore di lavoro.
Vincenzo Donvito, presidente Aduc
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